Protocollo sicurezza, giovedì la firma del Patto per riportare la legalità a Casarano

Protocollo sicurezza, giovedì la firma del Patto per riportare la legalità a Casarano
di Valeria Blanco
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Martedì 29 Ottobre 2019, 14:23


Un tentato omicidio a tre anni di distanza dall'esecuzione del boss non autorizza a parlare di un'emergenza a Casarano. Ciò nondimeno, la prefettura non sottovaluta quelli che vengono letti come segnali indubbiamente preoccupanti e nel corso della riunione tecnica di coordinamento tra forze di polizia che si è tenuta ieri, allargata al sindaco Gianni Stefano, ha disposto un aumento dei controlli sul territorio anche per dare un segnale di vicinanza ai cittadini preoccupati. E si sblocca anche il percorso del Protocollo sulla sicurezza, già elaborato con il prefetto Claudio Palomba e nel frattempo approvato dal ministero: giovedì alle 17 la firma tra Comune, prefettura e Regione Puglia, alla presenza dei rappresentanti di Provincia, Camera di commercio, Confindustria e Ufficio scolastico territoriale, coinvolti nelle iniziative di sicurezza partecipata. Soddisfatto il sindaco Stefano, che ha visto accolte dal prefetto entrambe le sue richieste: incontro urgente e firma dell'intesa: «È un segnale di attenzione e vicinanza - dice - che apprezziamo molto».

Nelle 22 pagine del Patto per la sicurezza si spazia a tutto campo tra iniziative volte ad aumentare il decoro urbano, a valorizzare i monumenti, a videosorvegliare le aree a rischio fino al controllo dei mutamenti nei profili societari delle attività economiche. Dodici articoli per delineare il futuro di una Casarano che vuole reagire e scrollarsi di dosso il marchio di città mafiosa.
Il primo impegno è quello di dotare le imprese, anche con il sostegno di Confindustria, di allarmi e sistemi di videosorveglianza di ultima generazione, in grado di collegarsi con le sale operative delle forze di polizia, eventualmente facendo rientrare nella rete anche le videocamere a servizio di attività commerciali e abitazioni private. Le nuove installazioni potrebbero essere agevolate dal Comune con sgravi sulle imposte come Imu e Tasi, mentre altri contributi potrebbero arrivare dalla Regione e dalla Camera di commercio. L'idea è creare una sala operativa interforze (che comprenda anche la Polizia locale, destinataria di corsi di formazione specifici), presidiata h.24 per monitorare le immagini. Lo scambio di dati e informazioni tra gli enti firmatari dovrà essere continuo e immediato: il Comune, ad esempio, metterà a disposizione delle forze di polizia le carte di identità dei residenti in sistemi informatici facilmente consultabili.

La stretta riguarderà anche i controlli amministrativi: nuove aperture di locali, subingressi, cambi di gestione saranno segnalati dagli uffici comunali all'ufficio Antimafia della prefettura, soprattutto se i titolari nell'ultimo triennio siano stati interessati da violazioni amministrative o penali. E la lotta all'illegalità sarà capillare: più sforzi contro l'abusivismo commerciale per favorire l'economia legale. Qui entrano in campo anche gli istituti di vigilanza privata, che potranno svolgere attività di prevenzione non armata e osservazione per la trasmissione di segnalazioni alle forze dell'ordine. Il Comune si impegna inoltre a valorizzare i beni confiscati alla mafia, a illuminare di più e meglio le periferie, a combattere il fenomeno dell'occupazione abusiva di immobili, a intraprendere azioni contro l'abuso di alcol e droga. Infine uno spazio sempre maggiore dovrà essere dedicato alla cultura, con la valorizzazione del patrimonio architettonico con il contributo delle scuole, della Diocesi e delle associazioni di volontariato. Oltre a pianificare interventi mirati delle forze dell'ordine, la prefettura può programmare sessioni itineranti del Comitato per l'ordine e la sicurezza, mentre il Comune si impegna a incrementare il numero di vigili urbani.
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