Casarano, droga all'ombra del delitto: 40 indagati

Casarano, droga all'ombra del delitto: 40 indagati
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Giovedì 16 Maggio 2024, 20:48

Udienza preliminare a settembre per 40 imputati per cui la Dda ha invocato il processo al termine di indagini su episodi di traffico di droga in quel di Casarano
Gli arresti dei carabinieri del nucleo risalgono a poco più di due mesi fa, poco dopo l’omicidio di Antonio Amin Afendi, 33enne ucciso alle 11 del mattino del 2 marzo scorso e ritenuto uno dei presunti capi delle due organizzazioni criminali dedite allo smercio di sostanze stupefacenti di cui l’inchiesta del pm Giovanna Cannarile si è occupata. A decidere sulle richieste di rinvio a giudizio sarà il gup Angelo Zizzari il 10 settembre prossimo, nell’aula bunker del carcere di borgo San Nicola, a Lecce. L’attività investigativa fu cond otta dai carabinieri che eseguirono 13 misure cautelari, disposte dal Tribunale. 

I nomi

A finire in carcere furono Luigi Calabrese 30 anni di Casarano; Giovanni Corsano 22 anni di Casarano; Salvatore De Gaetani, 40 anni di Ugento; Giovanni De Vito 37 anni di Matino; Davide Falcone, 35 anni di Casarano; Luca Marco Franza, 30 anni di Casarano; Janus Krasnici 35 anni residente a Lecce; Ivan Caraccio 37 anni residente a Matera; Floriano Chirivì 43 anni di San Donaci; Marco De Vito 39 anni di Casarano; Angelo Moscara 48 anni di Casarano; Matteo Toma, 37 anni di Casarano; Ai domiciliari Gianni Casto 32 anni di Casarano. Falcone è, il 35enne ultras del Casarano calcio, fidanzato di Roberta, la giovane trovata impiccata la mattina dello scorso 6 gennaio a Casarano nella sua abitazione, con una sciarpa. 
I capi di imputazione raccontano dell’esistenza di due gruppi criminali in contrasto fra loro. 
I fatti risalgono al 2020. Il capo della prima sarebbe stato proprio Afendi, che avrebbe impartito le direttive e imposto le regole a cui tutti si sarebbero dovuti attenere; Marco Luca Franza avrebbe gestito i contatti con i fornitori. Luigi Calabrese si sarebbe occupato della gestione del mercato. Ci sono poi corrieri, addetti all’approvvigionamento (anche dal campo Rom di Lecce), e persone addette anche a usare “le maniere forti” per “richiamare all’ordine” coloro che finivano in contrasto con gli interessi economici del gruppo. L’altra organizzazione sarebbe stata diretta da Ivan Caraccio, con ruolo di capo, promotore e finanziatore. Angelo Moscara si sarebbe recato a Lecce per incontrarsi con Floriano Chirivì, ritenuto uno dei grossisti. Partecipi coloro che si sarebbero materialmente curati della distribuzione e dell’occultamento della sostanza. Nell’inchiesta la conferma delle fibrillazioni per la leadership sin dal 2016, da quando era stato ucciso il “boss” Augustino Potenza.
Nelle dichiarazioni di testimoni il racconto delle rivalità e anche di presunti propositi omicidi. 
Le difese sono sostenute tra gli altri dagli avvocati Simone Viva, Ladislao Massari, Silvio Caroli, Luigi Corvaglia, Mario Coppola, Stefano Pati, Anna Centonze, Vincenzo Venneri, Giovanni Bellisario, Salvatore De Paola, Antonio Venneri, Giancarlo Raco, Antonio Romano, Francesco Fasano, Giancarlo Vaglio, Angelo Ninni.</CW> 
[FIRMA-RIPROD]R.Gra.<MC>
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