La rabbia dell'anziano: «Picchiato selvaggiamente dal mio medico, ora non riesco a dormire»

Domenica 5 Aprile 2020 di Maddalena MONGIò

«Non pensavo che il mio medico potesse arrivare a picchiarmi. Così selvaggiamente». Con rabbia Foca Bellotoma ripercorre quei momenti terribili in cui il medico lo ha spintonato e poi picchiato quando era riverso al suolo. È l'85enne che è stato coinvolto nel brutto episodio che si è consumato giovedì pomeriggio a Calimera, nel Salento, nei pressi dello studio medico di Vincenzo Refolo, ai domiciliari da ieri per l'aggressione sul nonnino.
Lucidissimo, Bellotoma, eppure a tratti si perde nel riandare a quegli interminabili minuti. Ha ancora paura, trema, continua a gesticolare per dire che non può ricordare tutto, ma una cosa è stampata nella sua mente: «Stavo a terra e continuava a picchiarmi, eppure avevo solo chiesto che mi spiegasse perché non ero stato chiamato per la visita ortopedica».

Richieste che sono pane quotidiano per i medici di famiglia che nei loro studi curano la malattia, ma anche i dispiaceri, le ansie e le paure. «Avevo cambiato medico da poco - racconta - e la Asl mi aveva assegnato questo dottore. Sono andato qualche giorno fa per presentarmi e lui mi ha chiesto se avevo bisogno di qualcosa. Gli ho detto che mi faceva male il ginocchio e mi fatto la ricetta per una visita ortopedica. Con quella sono andato al distretto e mi hanno detto che dovevo tornare dopo 10 giorni, ma nessuno mi ha chiamato. Io sono andato dal medico per chiedergli come mai non mi chiamassero e lui non mi spiegava».

Bisogno di rassicurazioni da una parte, un muro dall'altra. Così l'87enne descrive l'incontro mutato poi in scontro con il medico che in camice bianco lo ha picchiato senza tentennamenti e senza, peraltro, che le persone vicine muovessero un dito. L'aggressione, come si evince da un video, si è poi interrotta per l'intervento di una donna. «Non riesco a dormire. Quella notte non trovavo pace racconta stavo male, ma avevo paura ad andare in ospedale. Ho cercato di resistere, ma la mattina quando è venuto mio nipote ha insistito per portarmi in ospedale perché non stavo bene. Adesso sono più tranquillo, ma ancora non mi sono ripreso. Non ricordo neppure quello che mi diceva, ho pensato che mi sarebbe accaduto qualcosa di brutto. Non mi era mai successo che qualcuno mi picchiasse e non pensavo che potesse accadermi alla mia età e per mano del mio medico».

È stato una roccia Bellotoma, imprenditore edile sino agli anni '90, tutta la sua vita ora sta negli affetti familiari e in particolare in un nipote che lui considera come fosse suo figlio. Ora aspetta gli esiti degli esami diagnostici, ma il nipote non gli ha ancora detto che il Refolo si trova agli arresti domiciliari perché è troppo scosso e non vuole dargli altre emozioni. La Asl di Lecce ha subito avviato l'iter per il ritiro della convenzione - Refolo è medico di medicina generale a Calimera e guardia medica a Santa Cesarea - ma ieri mattina il medico ha regolarmente aperto lo studio sino a quando nel pomeriggio non gli è stato notificato l'arresto ai domiciliari.

Il presidente della Regione Michele Emiliano che ha chiesto il pugno di ferro. La sindaca di Calimera, Francesca De Vito, ha condannato senza appello l'episodio. «È un inqualificabile superamento del limite da ogni angolazione si voglia osservare quanto accaduto. Esprimo solidarietà e vicinanza al nostro concittadino, vittima dell'aggressione».

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