C'è l'ultimo ok: la salma di Ruppi sarà trasferita a Lecce

Martedì 7 Maggio 2019
L'arrivo di Giovanni Paolo II a Lecce, in quel settembre del 1994, fu il punto più alto del suo episcopato. Così, a distanza di 25 anni da quell'evento che mobilitò l'intera città - non solo quella dei devoti, delle autorità, delle forze dell'ordine, dei giornalisti e a 8 dal giorno della sua morte, la notizia che molti aspettano: Cosmo Francesco Ruppi riposerà a Lecce, presso il Duomo - come da sua espressa volontà testamentaria - entro fine anno. La previsione, anzi, è ancor più dettagliata e, appunto, collegata a quella visita pastorale di 25 anni orsono, perché in Curia si ragiona, già in maniera abbastanza attendibile, sull'opportunità di legare l'arrivo delle spoglie da Alberobello, dove Ruppi era nato nel 1932 (e dove è morto nel 2011), a quell'anniversario giubilare del 17-18 settembre 1994, oppure alla memoria liturgica di San Giovanni Paolo II, che cade il 22 ottobre. L'iter burocratico per la traslazione delle spoglie di colui che fu Arcivescovo metropolita di Lecce dal 1988 al 2009 si è concluso positivamente, senza intoppi di sorta; l'unica prescrizione fornita dalla Sovrintendenza al fratello di Monsignor Ruppi, Gino, che ne è l'esecutore testamentario, è stata quella di optare per un sarcofago che non stoni con quello che guarda frontalmente la cappella di San Filippo Neri nella Cattedrale di Lecce, dove Ruppi ha chiesto di essere seppellito. Il sepolcro, per il quale l'ex Arcivescovo di Lecce ha lasciato appunto una somma nelle sue ultime disposizioni testamentarie, sarà di fattura semplice, quasi minimal, e scavato in un blocco di marmo di Carrara già in preparazione in quel di Alberobello, dove Ruppi è tornato dopo la sua dipartita, avvenuta nella residenza per anziani intitolata a Giovanni XXIII che aveva contribuito a realizzare nel paese natio. I funerali di Ruppi furono presieduti dall'arcivescovo emerito di Palermo, il cardinale Salvatore De Giorgi, e concelebrati dall'arcivescovo di Bari-Bitonto e presidente della Conferenza episcopale pugliese Francesco Cacucci, nonché dall'allora Arcivescovo di Lecce Domenico Umberto D'Ambrosio il suo successore - oltre che da altri vescovi pugliesi arrivati nel paese dei trulli per l'occasione. Ruppi, affermò quel giorno il cardinale De Giorgi, aveva espletato degnamente «il triplice e indissociabile ministero di maestro, santificatore e guida del popolo di Dio a lui affidato, brillando sia come eccellente giornalista che come attento analizzatore dei problemi sociali nel Molise, in Puglia e soprattutto nel Salento».
L.Ces.
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