Bonus edilizi e criticità, gli Architetti non saranno in piazza con gli Ingegneri. «Confronto nelle sedi opportune»

Bonus edilizi e criticità, gli Architetti non saranno in piazza con gli Ingegneri. «Confronto nelle sedi opportune»
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Giovedì 6 Ottobre 2022, 20:32 - Ultimo aggiornamento: 20:44

L'Ordine degli Architetti di Lecce non parteciperà alla protesta indetta dall'Ordine degli Ingegneri per sabato, con appuntamento nel piazzale antistante Porta San Biagio a Lecce. Pur condividendo con ingegneri e geometri le difficoltà dei professionisti nell'applicazione dei bonus edilizi, gli architetti non condividono la scelta della protesta di piazza. E le ragioni le spiega approfonditamente il presidente dell'Ordine provinciale, Tommaso Marcucci.

Il presidente Marcucci

«In questi mesi - spiega Marcucci - abbiamo affrontato quasi quotidianamente nelle sedi deputate con gli interlocutori istituzionali e finanziari i problemi che le nostre categorie, le aziende, i cittadini stanno incontrando e con cui si stanno misurando. Non ultimo l’acceso confronto con la società Deloitte che gestisce una piattaforma per le procedure legate alla misura. Solo così a nostro parere, in un confronto serrato e se necessario aspro nelle sedi appropriate, mentre attendiamo ancora di capire dall'Agenzia delle Entrate l'applicazione corretta di quanto contenuto nel Dl Aiuti bis, potremo affrontare tutti i vulnus che, purtroppo, la norma ha generato e a nostro parere continuerà a produrre».

Le criticità

Sia il Consiglio Nazionale che gli Ordini territoriali hanno sin dal principio messo in guardia sui limiti e sulle criticità di una norma attrattiva ma di difficile e problematica applicazione proprio per i meccanismi dovuti alle cessioni del credito e alla gestione dei cassetti fiscali. Per gli Ingegneri, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la richiesta, arrivata da soggetti privati, di un video testimonial della veridicità delle prestazioni e dei servizi offerti. Richiesta vissuta come un'umiliazione dalla categoria, dal momento che soggetti terzi non possono imporre ai professionisti, che per di più sono pubblici ufficiali, il modo di operare.

In più, un altro problema: i professionisti emettono regolare fattura per questo tipo di lavori e sono quindi costretti a pagare Iva e oneri, non avendo però un corrispettivo in denaro. Gli istituti finanziari, per l'incertezza del quadro politico, hanno chiuso i rubinetti, prima di riaprirli a seguito del decreto Aiuti bis ma sostenendo che, essendo esigui nell'ammontare, i crediti dei professionisti non interessavano. 

Il confronto nelle sedi istituzionali

«Le frodi che sull’intero territorio nazionale sono state individuate - continua Marcucci - compresa la nascita di imprese senza lavoratori, fermo restando la presunzione d’innocenza fino alla conclusione dei giudizi, dimostrano la delicatezza e la difficile attuazione della misura, ma anche il complicato e determinante ruolo dei professionisti, sulla cui correttezza nessuno può permettersi di eccepire ex ante, come purtroppo si evince dai discutibili e offensivi video pubblicati da Deloitte, funzionali a dimostrare la veridicità delle dichiarazioni sul 30 per cento dei lavori eseguiti. Proprio per questo continueremo a sostenere la nostra categoria e più complessivamente la qualità e correttezza dei professionisti coinvolti nei lavori misurandoci e confrontandoci in tutte le sedi istituzionali, compresa quella legislativa dove si è determinato un iter miope e confuso con regole del gioco modificate più e più volte in corso d’opera, il che ci ha impedito di espletare al meglio il nostro ruolo sociale e professionale. Siamo infatti convinti che, a maggior ragione nella vorticosa trasformazione in atto delle città, rigenerazione urbana e sostenibilità energetica degli edifici sono elementi determinanti per la qualità della vita e il benessere dei cittadini, e come tali devono essere considerati facendo prevalere l'interesse pubblico».

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