Boccia e Landini d'accordo: investimenti e infrastrutture per rilanciare il Mezzogiorno

Boccia e Landini d'accordo: investimenti e infrastrutture per rilanciare il Mezzogiorno
«Se il Governo non fa ripartire il Sud con un grande piano di investimenti pubblici in infrastrutture materiali e sociali non riuscirà a far ripartire nemmeno l'Italia. Ci dispiace che Di Maio non sia venuto a partecipare al confronto, anche se siamo abituati all'idea che a questo Governo il confronto con chi rappresenta le imprese e i lavoratori non interessi affatto».
Insomma, senza il vicepremier e ministro allo Sviluppo economico, lavoro e politiche sociali impegnato in mattinata nel Cilento come testimone di nozze di una consigliera regionale campana e assente ieri, a Lecce, alle Giornate del Lavoro - Confindustria e Cgil si sono date addirittura la mano. Tra il presidente degli industriali Vincenzo Boccia e il segretario confederale della Cgil, Maurizio Landini, non si registrava una tale intesa da anni. «Una politica che parla direttamente al popolo ha un'idea del Paese che non è la nostra», ha rimarcato il leader degli imprenditori.
A distanza dalla recente e comune sottoscrizione del Patto per la fabbrica, è risultata quasi netta la condivisione d'intenti, almeno in linea generale, tanto con riferimento all'estremo bisogno dell'avvio di una politica industriale quanto sull'idea che il Governo stia facendo ben poco a vantaggio dell'industria e del lavoro.
Sviluppo, crescita, rappresentanza, giovani e futuro. Ma anche legge di Bilancio, Ilva, Tap. Nel cortile interno di Palazzo dei Celestini, prima e dopo il dibattito, Boccia e Landini hanno parlato proprio di tutto. Il Mezzogiorno ha rappresentato il fulcro della discussione per oltre un'ora. «Adesso aspettiamo la Legge di Bilancio poi faremo le nostre valutazioni. Già Draghi ha detto che con le parole sono stati fatti dei danni, adesso aspettiamo i fatti. L'Italia ha bisogno di Mezzogiorno forte, di un grande piano di inclusione per i giovani, una dotazione infrastrutturale che sia all'altezza del secondo Paese industriale d'Europa, sia di grandi di infrastrutture che di manutenzione delle opere che ci sono, riguarda tutto il Paese, per avere tra l'altro un'idea di Italia non periferia d'Europa ma centrale tra Europa e Mediterraneo. In questo il Mezzogiorno potrebbe giocare un ruolo di sfida importantissima». Quindi il commento sull'accordo Ilva: «Se l'hanno firmato i sindacati e i lavoratori l'hanno votato è probabilmente il miglior accordo possibile».
Sud imprescindibile per lo sviluppo del Paese. Landini è d'accordo con Boccia anche se all'origine della precarietà che lo attanaglia, individua gran parte delle responsabilità nella gestione dei precedenti governi: «L'Italia ha bisogno di investimenti, lavoro stabile, di combattere la precarietà e mettere mano alle pensioni, aumentare i salari, giustizia sociale. Non serve solo un Piano per il Sud ha replicato il segretario ma un intervento in chiave opposta: il rilancio del Sud è la condizione per far ripartire il Paese. Il Governo dovrebbe riflettere sul fatto che tutta l'Italia è nel Sud dell'Europa. In questo senso c'è bisogno di cambiare le politiche fatte in queste anni». Ed ecco il Decreto dignità: aiuta il Sud? «Il decreto contiene alcune cose che abbiamo condiviso, penso alla questione dei contratti a termine anche se noi avremmo tolto la causale anche dai primi 12 mesi; ma contiene anche cose sbagliate: reintrodurre i voucher, come chiesto dalla Lega, non aiuta il Sud. E poi c'è stato poco coraggio: il Jobs act ha affermato Landini - va cambiato in profondità. Noi abbiamo depositato in Parlamento una proposta di legge: tutte le forme di lavoro, compresa quella autonoma, devono avere pari diritti e tutele». L'estensione universale dei termini dell'accordo-Ilva sarebbe il miglior punto di partenza: «Non avevano spiegato quelli che hanno fatto il Jobs act per attrarre investimenti in Italia? Guarda caso, vengono a investire quelli che accettano di mantenere l'articolo 18. Adesso il Governo può assumere ad esempio quell'accordo: ripristini l'articolo 18 per tutti i lavoratori italiani».
Asse comune tra industria e sindacati anche sull'esigenza di approvare la legge sulla rappresentanza. «Ma non solo: se sommassimo i 5 miliardi di investimenti per Ilva in Puglia, i 6 miliardi prenotati per l'uso del credito d'imposta per investimenti al Sud saremmo a 11 miliardi. Pensiamo anche a un grande piano di dotazione infrastrutturale per il Sud, in tempi certi e brevi, con risorse che ci sono,. E' possibile parlare di questo, anziché, la mattina, parlare dei migranti, dell'Europa, della colpa di chi è anziché delle soluzioni?», ha sostenuto a tono Boccia riscuotendo gli applausi del pubblico. Come anche poco dopo Landini quando, in chiusura, ha detto: «Qui il problema è la crescita, la produzione industriale arretra e la precarietà avanza. Il lavoro nero è il problema di tanti cittadini, non la pelle nera di chi lavora ed è spesso sfruttato da chi ha la pelle bianca. Basta prendere in giro le persone».
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Sabato 15 Settembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 12:49