Bimba azzannata al volto dal pitbull: «Tanta paura, ora mia figlia sta bene»

Bimba azzannata al volto dal pitbull: «Tanta paura, ora mia figlia sta bene»
di Andrea TAFURO
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Martedì 13 Settembre 2022, 20:32 - Ultimo aggiornamento: 20:37

«Mia figlia per fortuna sta bene, l’intervento al volto è riuscito perfettamente ed ora siamo più sereni. Spero però termini l’odio social che si è scatenato contro la nostra famiglia, sono una madre attenta e premurosa, mai avrei lasciato in casa con i miei figli un cane con atteggiamenti aggressivi». A parlare dopo 24 ore di silenzio e preoccupazione è la mamma 26enne della bimba di Monteroni, aggredita al volto domenica sera dal pittbull di famiglia, tra le mura domestiche dell’abitazione situata in un quartiere popolare alla periferia del paese.

Mamma e figlia ancora in ospedale


La donna, in ospedale con la figlia di 7 anni, tenuta ancora sotto stretta osservazione dai medici del “Fazzi” dopo l’intervento chirurgico di ricostruzione della guancia e dell’orecchio sinistro, ricorda i lunghi attimi di terrore vissuti nel grave episodio di domenica sera. «È accaduto tutto intorno alle 21. La bambina si trovava nella sala pranzo con il nonno in attesa che portassi in tavola la cena – racconta la donna -. All’improvviso, il cane di famiglia è saltato fuori da sotto il tavolo ed ha azzannato la piccola strappandole una guancia. La furia del cane contro la bimba è stata fermata dal tempestivo intervento del nonno e della zia. Io ero in cucina e dopo aver sentito urlare sono corsa in sala, mentre subito dopo è arrivato mio marito che si trovava in un’altra stanza con gli altri due figli». Attimi di terrore, ancora in parte inspiegabili, anche perché il pittbull di 2 anni, era cresciuto in quella famiglia. Sulla vicenda indaga la Polizia e gli ispettori del Siav (servizio veterinario dell’Asl Lecce), per provare far luce su cosa abbia provocato nell’animale l’istinto di avventarsi: forse un movimento della bimba intenta nel mangiare qualcosa o nel raggiungere un parente in casa. 

«Non ci sono precedenti»


«Non riusciamo a darci una spiegazione. L’animale ha sempre giocato con i bimbi, senza mai avere atteggiamenti che destavano preoccupazione. Le voci che sono circolate su vecchie aggressioni del cane verso la bimba non riguardano la nostra famiglia. Non ci sono precedenti – precisa la donna - qualcuno ha confuso con altri fatti che hanno riguardato purtroppo un’altra bambina residente in zona. Anche perché, mai avrei mantenuto in casa un animale che aveva mostrato segni di pericolosità verso le persone».
Fatta chiarezza sui fatti, il pensiero della donna torna alla propria bambina. «L’aggressione del cane non ha danneggiato nessuno organo importante e questo ci solleva in parte dal dolore che stiamo provando nelle ultime ore. Speriamo che tutto passi in fretta e di poter tornare alla nostra vita da famiglia serena, auspicando che gli attacchi violenti e immotivati sui social termino presto». 

Il cane assegnato a un canile


In ospedale accanto alla figlia e alla nipote anche la nonna, intestataria del pittbull, ma nel momento dell’aggressione assente in casa. Il cane, portato via dalle mura domestiche è stato assegnato temporaneamente ad un canile del Comune di Monteroni, dove resterà sotto osservazione per 10 giorni. Nelle prossime ore inoltre, i responsabili del servizio veterinario dell’Asl Lecce, insieme alle forze dell’ordine, procederanno all’ascolto dei familiari presenti al momento della reazione del cane e valuteranno il grado di pericolosità dell’animale. La bambina invece, dopo il grande spavento è ora fuori pericolo. Ma nella giornata di lunedì scorso era stata operata d’urgenza in ospedale a Lecce dalle equipe mediche di chirurgia plastica e chirurgia pediatrica. Le profonde ferite lacero contuse del volto, in particolare della guancia sinistra e del padiglione auricolare sinistro avevano richiesto un delicato intervento ricostruttivo per garantire un recupero morfo funzionale ed estetico. Escluse al momento complicanze infettive legate al trauma, ma i medici del “Fazzi” non scartano l’ipotesi di successivi interventi ricostruttivi.

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