Bike sharing, si volta pagina: bando per il nuovo servizio

Mercoledì 17 Agosto 2016 di Stefania DE CESARE

Doveva essere pronto con la bella stagione, tirato a lucido per essere a disposizione dei visitatori e invece, per i turisti in visita in città, questa sarà un’estate senza bike sharing. Il servizio di noleggio di biciclette pubbliche messe a disposizione dal Comune per promuovere la mobilità sostenibile è fermo ai box da sette mesi, e le biciclette pubbliche sono destinate a rimanere in soffitta ancora per qualche tempo. Palazzo Carafa, infatti, ha deciso di fare tabula rasa e ripartire da zero con nuove colonnine, nuove bici e una nuova società a cui affidare il servizio. «Abbiamo avuto degli incontri con “Biciincittà” la società che in questi anni ha gestito il servizio – spiega l’assessore alla Mobilità Luca Pasqualini -. Di fronte a un nuovo preventivo e a delle richieste economiche di gestione troppo alte, il Comune ha deciso che non porterà avanti la collaborazione con questa società. Presto procederemo con un nuovo bando per riaffidare il servizio». Un brutto stop per la mobilità sostenibile cittadina che procede col fare del gambero.  
Che il bike sharing salentino non sarebbe ripartito in tempo per l’estate, infatti, era ormai chiaro da tempo. A gennaio le biciclette erano state rimosse da tutte le 11 stazioni: Foro Boario, Carlo Pranzo, Ex Arena Aurora, stazione, piazza S. Oronzo, piazza Mazzini, Palazzo dell’Alleanza, piazza Italia, viale Don Minzoni, Settelacquare e piazza Ariosto. Lo stop, dettato dallo scarso utilizzo del servizio nel periodo invernale, doveva essere solo temporaneo. Adesso, invece, di certo c’è che i tempi si allungheranno ancora di qualche mese: «Per adesso procederemo con il ritiro delle stazioni e delle biciclette – afferma Pasqualini -. A settembre abbiamo intenzione di pubblicare un bando di gara per l’affidamento del servizio che dovrà essere pensato in maniera differente».
Inaugurato per la prima volta nel 2009, il servizio di bicicletta condivisa leccese non è mai decollato nonostante i numerosi tentativi di rilancio: tra i limiti riscontrati dagli utenti, la difficoltà nel reperire i mezzi a due ruote e i costi di iscrizione al servizio considerati troppo alti: 20 euro il prezzo della tessera, con prima ricarica obbligatoria di 5 euro. L’utente poi poteva usufruire di 60 minuti di pedalata gratuita con le ore successive a pagamento. «Proveremo a intercettare alcuni fondi messi a disposizione dal ministero per favorire la nascita di questo tipo di servizi – dichiara Pasqualini - che, a oggi, non ha portato a molti risultati, non solo a Lecce ma anche in altre città italiane». Non sono poche, infatti, le città italiane che faticano a far decollare il servizio di bici condivisa. Non manca, però, chi è riuscito a trovare la quadratura del cerchio, offrendo un servizio di mobilità sostenibile e migliorando così la vivibilità dei propri comuni. Città turistiche come Ferrara, Firenze, Pisa hanno raggiunto successi in termini di servizio offerto ai cittadini per incentivare l’uso delle due ruote ma anche in termini di fruizione. Successi ottenuti anche da alcune città turistiche del Sud come Salerno, con il servizio “Biciincentro” che mette a disposizione degli utenti sia bici tradizionali che elettriche con abbonamenti acquistabili anche tramite internet, o come Siracusa dove è attivo “GoBike” che offre il servizio di biciletta pubblica condivisa a prezzi competitivi in modo da poter intercettare turisti ma anche pendolari. «Vogliamo migliorare il servizio e renderlo più fruibile – conclude Pasqualini - affinché il bike sharing possa essere veramente a portata di utente, non solo del semplice turista».
 

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