Biblioteca ex Crsec vicina alla chiusura: scoppia la protesta. Lo scrittore: «Decisione miope e distruttiva»

Venerdì 4 Dicembre 2020 di Giuseppe TARANTINO

Il Comune di Nardò tarda a sottoscrivere la convenzione ma chiede di poter acquisire il patrimonio librario della biblioteca ex Crsec. E intanto la Regione ferma le attività del Centro servizi culturali e bibliotecari del Chiostro dei Carmelitani. E la comunità neritina corre il rischio di perdere una sua biblioteca e punto di riferimento storico per la cultura.
La città discute, polemizza, si arrabbia, sui social e fuori, per l’incredibile situazione di impasse che si è venuta a creare a causa della mancata sottoscrizione, da parte del comune di Nardò, della convenzione con la Regione Puglia, scaduta a giugno,  per mantenere a Nardò servizio, patrimonio librario e personale, del Centro servizi culturali e bibliotecari (l’ex Crsec) da sempre centro culturale attivissimo, al quale sono affezionate intere generazioni di neritini. Il rischio è di vedere traslocare il centro nella vicina Galatone, che avrebbe manifestato, anche se informalmente, la volontà di accogliere in una struttura prestigiosa di proprietà il servizio regionale. Il danno, per la comunità neritina sarebbe enorme.

Tra i tanti commenti che sono rimbalzati di bacheca in bacheca sui social, quello dello scrittore neritino Livio Romano, arrabbiatissimo, per usare un eufemismo, con il sindaco Mellone e l’Amministrazione comunale: «Nella mia città –scrive Romano- chiudono una biblioteca bellissima. Spostano tutto nella cittadina dirimpettaia. Ora, si può immaginare decisione più miope, distruttiva per l’intero tessuto sociale? Non penso. Ma così ha deciso il sindaco. Un gioiellino che ci ha visti crescere in un brodo che sentivamo appartenerci. Che a centinaia di persone ha permesso di leggere grandi capolavori della letteratura, che ha formato una messe di dimensioni incalcolabili di futuri lettori grazie alla quotidiana azione di promozione dell’immortale oggetto chiamato libro. Chiusa. Per sempre».


Lo scrittore neritino, chiama alla mobilitazione: «A voi sembriamo pochi ma siamo migliaia e migliaia. Ci avete colti a tradimento in uno dei momenti più bui della storia della Repubblica italiana. Se non ci fosse in atto questa maledetta pandemia avremmo dormito in quella biblioteca, l’avremmo occupata, sarebbe venuto in nostro soccorso il fior fiore dell’intellighenzia regionale e nazionale. Vergognatevi».


A far precipitare la situazione, ieri, la nota della dirigente della sezione Università e Istruzione della Regione Puglia ai funzionari del centro di Nardò, che dopo cinque mesi di attesa ha comunicato la cessazione delle attività del centro. L’Amministrazione comunale, infatti, nonostante abbia manifestato a giugno, con una delibera di giunta comunale, la volontà di rinnovare la convenzione, non ha mai sottoscritto il protocollo d’intesa. Al contrario, avrebbe, sempre nel mese di giugno, chiesto alla stessa Regione di poter acquisire l’immenso  patrimonio librario dell’ex Crsec, ricco di oltre 30mila titoli, per creare una sorta di servizio integrato con la biblioteca comunale “Vergari” slegato dai servizi regionali. Né la convenzione, né la richiesta di acquisizione del patrimonio librario hanno avuto buon esito e tutto è rimasto bloccato. Al punto che la Regione Puglia ha deciso, mancando i presupposti, di chiudere la biblioteca e richiamare tutto il personale in servizio.

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