Banche e uffici postali svaligiati, sgominata la banda del buco
Uno dei rapinatori chiese al direttore di stringergli la mano

Lunedì 3 Giugno 2019

Non un arresto qualunque ma una vera e propria caccia all'uomo, conclusasi con la cattura di tre professionisti, tra cui un rapinatore gentiluomo, capace di scusarsi per l'accaduto.
I carabinieri della compagnia di Lecce hanno arrestato Giuseppe Niccoli, 60 anni di Brindisi; Salvatore Quinto, 53 anni di Brindisi e Oronzo Sgura, 57 anni di Ostuni. Sono accusati di aver messo a segno la rapina all'ufficio postale di Caprarica. Gli stessi che hanno rapinato, lo scorso aprile, l'ufficio di Cannole, quando sono stati sorpresi in flagranza di reato. 

L'indagini "Last hole", avviata lo scorso gennaio dalla Procura, ha consentito di identificare gli autori seriali di alcune rapine consumate e tentate a mano armata messe a segno con la tecnica del buco.
I malviventi individuavano un'abitazione attigua a un ufficio postale o a una banca, facevano un foro per entrarvi e mettevano a segno il colpo all'apertura della filiale, non appena entrava il direttore.

Grazie all'ausilio delle telecamere, i carabinieri hanno individuato le due auto utilizzate, una per il sopralluogo e l'altra per il colpo. Niccoli, tutte le mattine, partiva da Brindisi e batteva tutti i comuni salentini per selezionare uffici postali o banche adiacenti a giardini, villette o edifici che consentissero poi di realizzare il buco per accedere a quegli edifici. 

La stessa tattica che avrebbero voluto usare per Lizzanello e Ruffano, quando però i colpi sono sfumati. Nel primo caso, perché scoprono che nella banca mancava liquidità. A Ruffano, invece, perché dopo aver forato il muro i rapinatori si sono trovati davanti a una lastra di acciaio che ne ha bloccato il passaggio. 

IL RAPINATORE - GENTILUOMO
Tra gli indizi che hanno portato all'arresto una particolarità di Niccoli, "rapinatore-gentiluomo". invitò il direttore delle Poste di Caprarica a stringergli la mano, prima di andare via. Ricevendo un secco rifiuto. E con un piglio sociologico aggiunse: «Siamo costretti a fare queste cose».




 

Ultimo aggiornamento: 22:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA