Attentati a Casarano, il colonnello dei carabinieri: «Importante collaborare»

Attentati a Casarano, il colonnello dei carabinieri: «Importante collaborare»
di Roberta GRASSI
4 Minuti di Lettura
Sabato 31 Dicembre 2022, 05:00

«La storia di Casarano ci impone particolare attenzione, per una serie di dinamiche che l’hanno caratterizzata, ma al contempo la storia di Casarano ci ricorda che in qualsiasi caso, la risposta dello Stato c’è sempre stata». A parlare è il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Donato D’Amato, in prima linea nel contrasto alla criminalità e alle prese, in queste ore, con la difficile situazione del Sud Salento, dove ci sono stati sei attentati in un mese. Cinque raid incendiari e un ordigno fatto esplodere davanti a un’abitazione. Fatti che necessitano di un approfondimento, di una risposta immediata che i militari dell’Arma non hanno esitato a fornire, per lo meno sul piano della presenza e del pattugliamento del territorio. (Oltre che sul fronte delle indagini che vanno avanti seguendo il proprio tracciato, nell’indispensabile riserbo che serve in queste circostanze). 

I servizi di pattugliamento 

I servizi sono stati programmati nelle recenti riunioni in prefettura. C’è stata un implementazione di pattuglie.
«Sul piano del controllo del territorio - spiega D’Amato - c’è stata un’immediata predisposizione di servizi programmata col prefetto Luca Rotondi. Si tratta di un dispositivo rafforzato, che coinvolge tutte le forze di polizia. Oltre alla copertura h24, abbiamo previsto una maggiore presenza nelle ore serali e notturni. Ulteriori servizi coordinati sono stati previsti in giorni prestabiliti anche con l’aggiunta di pattuglie che arrivano da altre compagnie e dall’intero comando provinciale». 
Non si sottovaluta, insomma. Benché sia chiaro agli investigatori che non tutti gli episodi siano da inquadrare nel medesimo contesto. Spesso con il fuoco si regolano controversie di carattere privato. In altre circostanze, le modalità di esecuzione non possono che far ipotizzare un movente diverso. 

Il dato numerico degli incendi auto, non è mutato nel 2022 rispetto ai mesi precedenti. Ovvio che la striscia di vicende simili accadute a distanza ravvicinata vada letta e interpretata senza tralasciare alcuna ipotesi. Le attività andranno avanti, anche per Capodanno, anche con l’ausilio di unità cinofile. 
«I cittadini devono avere fiducia nelle istituzioni e nell’Arma - va avanti il colonnello - a cui possono rivolgersi in qualsiasi momento». Del resto la prossimità per i carabinieri è un baluardo antico. Il numero di stazioni, la capillarità della loro presenza sul territorio. Ma l’invito vale come appello alla collaborazione. Sulla base dell’incrollabile principio secondo cui una inchiesta, specie su un attentato, risulta più rapida ed efficace se può contare su una denuncia. 

L'appello alla collaborazione 

«La collaborazione dei cittadini è fondamentale, è importantissima per noi. Si possono rivolgere ai carabinieri per riferire qualsiasi elemento, da vittime di reati», aggiunge. Ma non solo. Le informazioni si rivelano importanti anche se fornite in via confidenziale, talvolta anche in forma anonima.
«Anche nelle situazioni più delicate e particolari, è bene affidarsi alle istituzioni. Un esempio? Il caso dell’usura, un reato subdolo. L’usuraio appare come un amico, un alleato, una persona in grado di fornire supporto e aiuto in un momento di necessità. In una fase generalmente difficile e di fragilità. Ma non è così: in realtà ti sta mettendo un cappio al collo che prima o poi, e accade sempre, verrà stretto». 
Il fenomeno, insomma, è sotto osservazione. In tutte le sue possibili sfaccettature. In forma visibile e “invisibile”. Per prevenirlo e per cercare di fornire una spiegazione e di assicurare i responsabili alla giustizia. Ma il fenomeno esiste, questo è evidente. Una fibrillazione che va tenuta sotto controllo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA