Salento, a scuola senza zaino. E niente compiti a casa

Una delle aule
Una delle aule
di Maria DE GIOVANNI
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Giovedì 22 Settembre 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 23 Settembre, 17:41

Campanella suonata da pochi giorni e i bambini della scuola primaria di Montesardo frazione di Alessano corrono felici per la nuova avventura scolastica. Un modello di scuola alternativo il loro, si chiama “Senza zaino” e presso l’istituto comprensivo di Alessano, Montesardo e Specchia diretto da Salvatora Accogli tra i banchi si è felici di ricominciare. Un progetto questo fortemente voluto dalla dirigente che al momento ha potuto applicarlo presso i plessi di Montesardo e Specchia.

La sperimentazione in due classi

Si parla di due classi, una prima e una seconda elementare, dove andare a scuola senza zaino, non significherà solo non portare sulle spalle il peso dei libri e del materiale, bensì attuare una nuova una modalità di fare e creare la scuola ogni giorno. Tutti i bambini indossano gli stessi vestiti, una maglietta verde per le prime classi e gialla per le seconde, fino a quando la stagione non permetterà di usare a tutti il grembiulino blu. Insomma una giornata del fare più che del dire: i bimbi arrivano a scuola senza zaino, perché viene lasciato a scuola, così come in condivisione è il materiale da lavoro, le matite colorate e sempre tutti hanno il “quadernotto” su cui lavorare.

Come funziona

«Ci si incontra in agorà – spiega una maestra – la mattina i bimbi arrivano e dopo aver sistemato negli spazi appositi i loro indumenti, passano da un primo pannello dove devono posizionare la loro foto nella casella che indica la presenza, motivo per cui non c’è bisogno di fare l’appello. C’è un altro pannello dove è riportato il loro umore di quel giorno. Tutti motivi per fermarci a parlare in agorà, questa piazza dove maestra e alunni costruiscono la giornata». Insomma si tratta di educare all’autonomia con la pratica: tutto l’ambiente è colorato, dalle pareti ai mobili che i bambini usano, la cosa affascinante è che non esiste la cattedra della maestra e i tavoli sono quelli grandi in cui più bambini possono sedersi in cerchio e lavorare insieme. Un’altra particolarità del progetto “senza zaino” è che i bambini possono andare al bagno in autonomia senza chiedere il permesso, ma c’è un semaforo in classe: quando è verde l’alunno si alza posizionando la freccia sul rosso per spostare poi ancora la lancetta al ritorno.

La dirigente spiega: «Bimbi al centro»

«Questo metodo - spiega la dirigente Salvatora Accogli – mette al centro il bambino, la lezione si costruisce con loro e le fondamenta su cui si fonda questa metodologia sono così l’ accoglienza, la responsabilità e la comunità. Le regole vengono decise da loro stessi con le maestre e soprattutto loro sono gli artefici del loro sapere, si lavora insieme. Così si erige una comunità educante come la scuola». Dunque bambini autonomi che vivono dalle 8 della mattina alle 16 a scuola, che fanno ricreazione fuori in giardino tutti insieme, bambini che hanno la possibilità di auto valutarsi con dei pannelli dove sono proprio loro a scrivere come si sono comportati. Durante le lezioni ci sono degli oggetti per loro di riferimento: la biscia Bia che indica loro di parlarsi sottovoce, oppure il pesciolino Nino che indica il momento dell’ascolto e infine un piccola bambola che raffigura il maestro o la maestra di legno che indica lo spostamento momentaneo della maestra dalla classe. Dunque una scuola che definisce i bambini come “creatori di bellezza” con il loro motto: «Aiutateci a fare da soli».

«Abbiamo apprezzato questo modello di scuola portato dalla dirigente - dice l’assessore all’Istruzione di Alessano, Elisabetta Russo – e dotato la scuola di tutti gli strumenti necessari per attuare tutto, gli arredi della sezione e materiale scolastico vario, insieme per il bene dei nostri bambini». Insomma a lezione finita i piccoli “creatori di bellezza” tornano a casa, senza zaino, senza nessun peso, ma con la gioia della condivisione di avere vissuto e realizzato un’altra lezione di vita, tutti insieme senza lasciare nessuno indietro, ma con la felicità di essere stati parte attiva di una comunità educante. 

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