L'agenzia di Riscossione manda una cartella esattoriale da 8 milioni di euro. Ma l'imprenditrice non è più socia. Annullato l'atto

L'agenzia di Riscossione manda una cartella esattoriale da 8 milioni di euro. Ma l'imprenditrice non è più socia. Annullato l'atto
di Luana PRONTERA
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Martedì 24 Gennaio 2023, 17:57 - Ultimo aggiornamento: 25 Gennaio, 07:43

L’agenzia di Riscossione intima il pagamento di una cartella esattoriale di oltre 8 milioni di euro ma sbaglia persona e i giudici di Lecce annullano l'atto e condannano il concessionario al pagamento di oltre 8mila euro di spese legali.

La sentenza


È passata in giudicato la sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di 2° grado di Puglia (Presidente: Giardino, Relatore: Toriello) con cui è stato riconosciuto l’errore che ha costretto la contribuente, originaria di Parabita e difesa dall’avvocato Matteo Sances, ad agire legalmente, con una causa durata oltre due anni.
Le pretese, avanzate da Agenzia Riscossione, riguardavano sanzioni Iva di una società di cui la contribuente veniva ritenuta coobbligata - socianonostante fosse uscita dalla compagine societaria prima dei fatti contestati. Nemmeno il riconoscimento dell’errore da parte dell’ufficio delle entrate di Lecce ha fermato il concessionario.


«Ciò che emerge, ancora una volta e in maniera importante, è la mancanza di dialogo tra cittadino e Agenzia della Riscossione (ex Equitalia) ma anche e soprattutto l’assenza di comunicazione tra Agenzia Riscossione e Ufficio delle Entrate - precisa Sances - Un problema più volte denunciato in questi mesi da Camera Civile Salentina e dall'associazione Partite Iva Nazionali».


«La vicenda è a dir poco incredibile. Il concessionario della riscossione (ex Equitaia) ha continuato a pretendere il pagamento di queste pretese nonostante la contribuente fosse del tutto estranea e l’ente impositore, ossia l’Agenzia delle Entrate di Lecce, avesse già ammesso l’errore da tempo» puntualizza l’avvocato Salvatore Donadei attuale Presidente Onorario annunciando che la pronuncia sarà oggetto del convegno organizzato insieme a MilanoPercorsi e all’associazione di imprese Partite Iva Nazionali per il prossimo del 31 gennaio.

«Il confronto con le istituzioni, anche grazie al competente supporto degli avvocati Donadei e Sances, continuerà nei prossimi mesi per promuovere iniziative volte a favorire il dialogo tra Fisco e contribuenti” puntualizza il Presidente di Pin (associazione Partite Iva Nazionali), Antonio Sorrento preannunciando che «PIN denuncerà alla Corte dei Conti questo caso e altri casi simili, in modo da far comprendere che queste vicende oltre a rovinare i contribuenti coinvolti provocano anche danni alla comunità per via delle spese legali che lo Stato deve pagare».

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