Aereo ultraleggero precipita a Ugento: morti pilota e passeggero

Domenica 27 Gennaio 2019 di Attilio PALMA

Precipita un ultraleggero e muoiono in due. Tommaso Arbace, 73enne, noto imprenditore di Gagliano del Capo e Gianluca Causo, 42enne, artigiano di Melissano hanno perso la vita praticando la loro passione, nei pressi di Gemini, frazione di Ugento. A tradirli forse una manovra errata, ma il condizionale è d’obbligo perché solo i rilievi tecnici che saranno eseguiti sul mezzo potranno chiarire ogni dubbio. La ricostruzione del dramma è nelle mani dei carabinieri della stazione di Ugento unitamente ai colleghi del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Casarano diretti dal capitano Cosimo Clemente Errico, intervenuti poco dopo sul luogo dell’incidente.
Arbace a Causo, da anni grandi appassionati di volo, si erano ritrovati ieri pomeriggio al campo volo di Gemini con l’intenzione di fare un giro a bordo di un biposto modello “Freccia”, costruito dalla casa salentina “ProMecc” con sede a Corigliano d’Otranto. Si tratta di un velivolo di ultima generazione realizzato in carbonio e vetroresina ed è considerato un ultraleggero avanzato, molto performante, che può superare i 250 chilometri orari.
La pista era presidiata da uno dei soci, Salvatore Grasso che li ha accolti e li ha visti partire intorno alle 15,30 di domenica. È stato l’ultimo a vederli e sentirli via radio poco più tardi e verso le 16,05 quando hanno comunicato l’intenzione di rientrare.
Si sono prima diretti verso nord, poi in direzione Leuca fino a rientrare a Gemini. L’aviosuperficie era distante circa cinquecento metri quando Arbace si è avvicinato verso l’area effettuando una virata che l’avrebbe spinto verso la pista. Proprio nell’eseguire questa manovra, non certo nuova per un pilota come Arbace che non era un principiante, qualcosa non è andata per il verso giusto.
Il velivolo potrebbe essere andato in stallo, condizione pericolosa dovuta alla bassa velocità del velivolo che così non ha più portanza. Questo avrebbe provocato la rapida perdita di quota dell’ultraleggero da un centinaio di metri, forse più, conclusasi con lo schianto al suolo, in un podere in via Della Repubblica, all’altezza di una stradina di campagna non asfaltata.
Il velivolo è fornito di un paracadute balistico che se utilizzato nei tempi dovuti può salvare i piloti a bordo: evidentemente la repentinità degli eventi non ha permesso di azionare il meccanismo.
 

 
Un impatto tremendo, violentissimo che non ha lasciato scampo ai due malcapitati. Il mezzo non ha preso fuoco, riducendosi tuttavia ad un ammasso contorto e informe. Ai primissimi soccorritori giunti sul posto, la scena apparsa sotto gli occhi è stata raccapricciante. Causo era già deceduto, Arbace si è mosso qualche istante prima di spirare.
Nel giro di pochi minuti è scattato l’allarme con l’arrivo sul posto di vigili del fuoco, ambulanze del 118 e militari. Il 118 era stato allertato da una ragazza che, poco distante, aveva visto precipitare l’ultraleggero.
I corpi sono stati estratti dall’aereo e coperti con un lenzuolo in attesa che venissero eseguiti tutti i rilievi previsti per prassi. Le due vittime erano in possesso di regolare brevetto di pilota. Il magistrato di turno Maria Rosaria Micucci ha disposto il sequestro dell’ultraleggero precipitato e, con ogni probabilità, disporrà l’esame autoptico sui cadaveri. I carabinieri hanno operato sul luogo dell’incidente fino a sera inoltrata.
L'INCHIESTA
La Procura di Lecce indaga per omicidio colposo. Il fascicolo, aperto dal sostituto procuratore Maria Rosaria Micucci, è al momento a carico di ignoti. Si tratta di un procedimento penale necessario per poter disporre gli accertamenti tecnici per la perizia sui rottami del velivolo. Il perito nominato è un colonnello dell’aeronautica in pensione e dovrà stabilire se alla base della tragedia ci sia stato un problema meccanico insorto durante il volo oppure un errore umano. Ipotesi questa che al momento sembra essere la più avvalorata.

 

Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio, 18:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA