«Adescata su Instagram e poi violentata», il racconto choc di una sedicenne

Martedì 22 Ottobre 2019
Arrestato un ragazzo di 22 anni con l'accusa di avere costretto una 16enne ad un rapporto sessuale dopo averla adescata su un social network. Un rapporto non voluto. Una violenza. Violenza sessuale aggravata dalla minore età della vittima è l'accusa costata i domiciliari ad A.S., 22 anni, di Otranto, provincia di Lecce, e contestata nell'ordinanza di custodia cautelare del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Edoardo D'Ambrosio.

L'indagato è stato arrestato ieri dai carabinieri della stazione di Nardò, titolari dell'inchiesta condotta con il pubblico ministero Maria Rosaria Micucci. L'inchiesta è partita a Nardò poiché la vittima, una ragazza del posto, si è rivolta circa un anno fa ai carabinieri della stazione per sporgere denuncia.

Ha raccontato di avere conosciuto A.S. grazie alla chat che il ragazzo avrebbe avviato con lei circa un anno fa. Si sarebbero scritti per alcuni giorni fino ad arrivare alla decisione di conoscersi di persona. Convinta lei, di non stare facendo altro che vivere di persona una amicizia, e forse anche qualcosa di più. Ma di viverla e di non trincerarsi dietro uno schermo ed una tastiera.

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Conoscere un ragazzo, una cosa assolutamente normale a 16 anni. Ed allora accettò di incontrarlo. Si videro, si frequentarono. E sembrava che fosse un ragazzo come tanti altri, sebbene di un po' di anni più grande di lei. Sei anni, che sono tanti quando ne hai solo 15, sebbene questa differenza all'anagrafe non sembrava che costituisse un ostacolo in quella nuova frequentazione.

Gentile, carino, disponibile, si guadagnò la fiducia della ragazza. L'inchiesta sostiene che accadde poi l'imprevedibile: fu costretta a subire un rapporto sessuale. Non lo voleva, non era quella la sua intenzione. Non se la sentiva: tutto troppo forzato, troppo affrettato nella conoscenza di quel ragazzo. E per questo una volta rientrata a casa non ebbe dubbi su cosa fare: rivolgersi ai carabinieri.

Arrestato con le sole accuse della ragazza? Non proprio. La credibilità della vittima è stata valutata dal pubblico ministero e dal giudice dell'ordinanza nell'ascolto protetto al Tribunale per i minorenni. In quella circostanza la ragazza è stata invitata a riferire come si trovò in quella situazione non voluta, attraverso una serie di domande che hanno anche avuto l'obiettivo di verificare se il rapporto sessuale fosse stato effettivamente non voluto.
L'arrestato potrà riferire la sua verità nell'interrogatorio di garanzia con il giudice D'Ambrosio che stabilirà poi se ci siano i presupposti o meno per mantenerlo ai domiciliari. Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre, 08:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA