Acque opache e scure sul litorale: «Ennesimo danno al turismo»

Lunedì 9 Settembre 2019 di Vittorio CALOSSO
Nella seconda domenica di settembre arriva puntuale, come ormai accade negli ultimi decenni sul litorale gallipolino, la solita segnalazione: macchie grigiastre e schiumose lungo lo specchio d'acqua della costa. È successo ancora una volta: con il cambio repentino del vento e del moto ondoso, il mare prospiciente il litorale nord che bagna la zona di Torre Sabea è tornato a cambiare colore ed a presentarsi come una sorta di melma.

È la situazione, quasi rituale, registrata negli altri anni, ma in questo scampolo di stagione estiva, e sino a questo momento, tutto sembrava apparentemente tranquillo. Per tutta la giornata di ieri, invece, l'arrivo della segnalazione e la verifica in loco anche della polizia locale, che ha effettuato alcuni rilievi fotografici, ed ecco la conferma della ricomparsa dell'ampia macchia marrone che ha colorato di scuro tutto lo specchio d'acqua del litorale lungo il quale si trova anche lo sbocco a mare del depuratore consortile dell'hinterland gallipolino. E complice anche la giornata ventosa, dalla scogliera e dal tratto di costa alle falde di Torre Sabea, la poltiglia melmosa in mare è stata alquanto visibile. Così come visibile è stato il cambio cromatico dello specchio d'acqua. Una situazione atavica, che ripropone ancora una volta alla ribalta la questione della risoluzione della problematica degli scarichi a mare, anche se non c'è nessuna conferma su eventuali scarichi diretti o di altra natura che possono essere ritenuti responsabili delle nuove colorazioni a macchia di leopardo registrate lungo lo specchio d'acqua del litorale nord gallipolino.

Per il presidente della sezione Turismo di Confindustria, Giuseppe Coppola, questa ennesima e visibile manifestazione evidenzia un fenomeno di inquinamento che danneggia seriamente l'ecosistema marino e l'immagine turistica della città ionica: «La colorazione del mare come si è evidenziata nella giornata di ieri rappresenta, come ormai avviene da anni, un danno enorme per l'immagine e la vocazione turistica di questo territorio ed è per questo che Confindustria, così come gli operatori turistici della città, da tempo invocano la soluzione definitiva dello sbocco a mare del depuratore e la realizzazione della condotta sottomarina che è indispensabile ed è prevista da qualsiasi norma di riferimento per eliminare gli scarichi in battigia lungo i territori ad alta e rilevante valenza turistica».

Per Acquedotto pugliese la situazione lamentata lungo il territorio di Gallipoli non può essere attribuita a colpe legate all'attività dell'impianto di depurazione. «Ribadiamo che le macchie scure che sarebbero state rilevate nello specchio d'acqua di Gallipoli non sono riconducibili al depuratore» spiegano ancora una volta dall'ente regionale «nell'ottica di una gestione trasparente e al servizio del territorio Aqp apre le porte dell'impianto ed è disponibile a ogni forma di collaborazione con le istituzioni locali. Per quanto concerne la realizzazione della condotta sottomarina a servizio dell'impianto - rammentano da Aqp - dopo aver ricevuto l'autorizzazione dell'Autorità Idrica Pugliese, è stato presentato lo studio di fattibilità lo scorso 26 giugno presso gli uffici tecnici del Comune di Gallipoli. A oggi la società è in attesa del parere favorevole dell'amministrazione comunale, al fine di indire la relativa procedura di gara. I lavori per un importo complessivo di 16 milioni di euro sono pianificati dalla Regione Puglia e finanziati con fondi Por Puglia 2014-2020». © RIPRODUZIONE RISERVATA