Abusivismo, cemento e reati: bocciata la costa del Salento

Mercoledì 1 Luglio 2020 di Maurizio TARANTINO
Il cemento illegale è ancora la piaga ambientale del Salento. Lo conferma il report di Legambiente, Mare Monstrum, redatto dall'Osservatorio nazionale Ambiente e Legalità dell'associazione, che accende ancora una volta un faro su ciò che accade sui litorali a causa di abusivismo e irregolarità: un compendio di dati e di storie dell'aggressione criminale alle coste e al mare da parte di chi non ha a cuore le bellezze del territorio. La costa del Salento è, infatti, per tradizione, la vittima privilegiata dell'opera degli abusivi, con i tanti i manufatti fuorilegge che costellano la battigia: nel report, si fa l'esempio di Porto Cesareo, e della vicina Nardò dove giacciono ancora migliaia di richieste di condono edilizio inevase e la grande maggioranza riguarda illeciti commessi sul demanio.

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Tra i casi più singolari rimbalzati sulle cronache, quello di un cittadino svedese che lo scorso gennaio è stato denunciato dai carabinieri a Torre Chianca perché, per migliorare il comfort nella casa da poco acquistata, aveva pensato bene di spianare e includere nella sua pertinenza una duna ribelle che impediva un facile accesso al mare. Ma anche gli interventi delle Forze dell'ordine sono continui, come spiega, in maniera chiara, Legambiente: tra febbraio e aprile a Gallipoli, nel Salento, sono stati messi i sigilli a ben tre lidi per non aver provveduto allo smontaggio delle strutture nei mesi invernali. In un caso, ai titolari sono state contestate anche opere abusive e sono state indagate dieci persone per distruzione o deturpamento di bellezze naturali, lottizzazione abusiva, opere eseguite in assenza di autorizzazione o in difformità da essa, occupazione del demanio marittimo.

Non è ovviamente un problema esclusivamente salentino: attraverso i dati delle Forze dell'ordine e delle Capitanerie di Porto, il dossier Mare Monstrum 2020 mostra un netto aumento delle attività illecite ai danni di tutte le coste italiane, con oltre 23mila infrazioni accertate nel 2019 e un incremento del 15,6% rispetto al 2018. Più della metà (il 52,3%) delle infrazioni sono concentrate comunque tra Campania, Puglia, Sicilia e Calabria, 6.486 sono invece i sequestri effettuati (con un incremento dell'11,2%), per un valore economico di circa 520 milioni di euro.
E proprio in Puglia, i numeri e le storie di un'aggressione all'ecosistema marino non permettono deroghe agli impegni sul fronte ambientale. Nella classifica del cemento illegale nelle regioni costiere infatti, è la seconda regione, dopo la Campania, con 1.368 infrazioni accertate (il 13,6% sul totale nazionale), 973 persone denunciate e 368 sequestri effettuati.

Altro punto dolente, l'inquinamento da cattiva depurazione, scarichi fognari e idrocarburi, uno dei nodi critici denunciati dall'edizione 2020 di Mare Monstrum, per un totale in numeri di 7.813 infrazioni contestate nel 2019, 9.433 persone denunciate o arrestate e 3.177 sequestri eseguiti dalle Capitaneria di porto e dalle Forze dell'ordine.
Nella classifica del mare inquinato la Puglia è al secondo posto dopo la Campania, con 834 infrazioni accertate (il 10,7% sul totale nazionale), 1.261 persone denunciate e arrestate e 326 sequestri effettuati. Il report accende un faro sulla pesca di frodi è terza dopo Sicilia e Campania con 601 infrazioni accertate (11,5% sul totale nazionale), 558 persone denunciate e arrestate e 149 sequestri.

«Le minacce alla salute delle acque sono molteplici -dichiara Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia-. La salvaguardia degli ecosistemi marini e lacustri è un tema che oggi occorre mettere in relazione alla gestione dell'emergenza Covid, causa di uno scellerato aumento di rifiuti abbandonati. Per qualche istante ci siamo illusi che la pandemia ci avrebbe reso più consapevoli degli errori che commettiamo di continuo, incuranti dei danni che provocano all'ambiente. Puntiamo, attraverso i viaggi di Goletta Verde e Goletta dei laghi, a scuotere le coscienze con azioni di cittadinanza attiva, sensibilizzando bagnanti e stabilimenti turistici sull'importanza di rispettare mari, laghi e fiumi, la cui salute è interconnessa alla nostra».

Al viaggio sulle acque lacustri e marine, si affianca anche l'iniziativa BEach CLEAN, campagna di sensibilizzazione sull'emergenza rifiuti nelle spiagge del Mediterraneo. Dieci regole d'oro che verranno affisse nei principali stabilimenti balneari italiani, libanesi e tunisini, per informare sulle conseguenze di una cattiva raccolta differenziata. Cinque le aree pilota dove la campagna sarà avviata, Salento e Maremma in Italia, l'Isola Kuriat e Monastir in Tunisia e la Riserva Naturale Costiera di Tiro in Libano. © RIPRODUZIONE RISERVATA