A Lecce il 70% degli interventi del 118 per soccorrere giovani ubriachi

A Lecce il 70% degli interventi del 118 per soccorrere giovani ubriachi
di Andrea TAFURO
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Domenica 7 Agosto 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 8 Agosto, 20:26

Richieste di soccorso per abuso di alcol tra giovani, incidenti stradali, malori da caldo e l’aggravarsi di problemi cronici negli anziani. 
È il bollettino di una notte salentina, in piena estate, di ordinaria emergenza nella centrale operativa del 118 di Lecce, tra ritmi incessanti e l’adrenalina di dover fornire risposte celeri e compiere la scelta migliore per la salute del paziente. Telefoni che squillano, voci allarmate dall’altro capo della cornetta e ambulanze che partono lanciate su strada per dare assistenza alle necessità che arrivano dal territorio tra le 21 di sera e le 7 del mattino a cavallo tra un venerdì e un sabato di agosto.

I turni di lavoro

Dieci lunghe ore di servizio notturno, con brevi pause scandite dal caffè per restare attivi e lucidi, tracciano i tempi di lavoro della squadra di 4 operatori infermieri del 118, Francesco, Serena, Franco e Gianluca, e del medico di centrale in turno, Nicola D’Angelo. Una notte dalla grande mole di lavoro, rinfrancata solo dall’assenza di episodi gravi e incidenti stradali da codice rosso, che in altre giornate purtroppo hanno scandito tristemente gli interventi sulle strade del Salento.
L’avvio del turno serale è lento. Non bisogna però abbassare la guardia. I mezzi di soccorso medicalizzati “Mike”, posizionati sulle arterie e nei luoghi nevralgici del turismo e dalla movida sono solo 7 con altrettanti medici a bordo. Il resto dell’attività è affidata alle ambulanze “India” con infermieri e “Victor” con soccorritori. Ad operare sul territorio sono impegnate circa 110 unità. Alle 23 la schermata degli interventi registra 16 missioni di soccorso con l’impiego di 20 mezzi. L’attività ricompresa tra gli estremi geografici di Campi Salentina e Capo di Leuca fa segnare anche un trasporto interno per paziente covid da Scorrano a Galatina. Un fattore per ricordare che la pandemia non è del tutto scomparsa. A fine turno infatti, gli interventi per pazienti covid positivi saranno altri 2 e un terzo, una donna “link positiva” da accertare in ospedale.

A mezzanotte la prima breve sosta caffè per ricaricare le batterie. Gli operatori, a turni alterni, alzano lo sguardo dalle loro postazioni, via le cuffiette dalle orecchie, un breve sorriso e qualche battuta per stemperare la tensione per le ore clou della notte che si avvinano con l’uscita dei giovani dalle discoteche o il rientro a casa dagli eventi. Le chiamate riprendono. Intorno a mezzanotte e mezza, cinque richieste d’intervento in meno di 5 minuti da gestire. Il meccanismo si rimette in moto. Il telefono squilla, l’operatore risponde e inizia la rapida “intervista” telefonica per comprendere il luogo dell’episodio, il soggetto coinvolto e la probabile gravità dell’evento. Ed ancora sintomi, eventuale febbre e poi l’avvenuta vaccinazione anticovid del soggetto coinvolto. Queste ultime variabili necessarie per considerare il protocollo della tutela e della vestizione del personale sanitario che dovrà intervenire. Domande necessarie dunque per comprendere e prendere una decisione sul codice d’intervento da attribuire e il mezzo di soccorso più vicino da inviare. Ad aiutare gli operatori nelle scelte una cartina geografica posizionata sulla parete destra della loro postazione e il software elettronico che elabora possibili soluzioni. Ma non sempre basta, occorre intuito e prontezza, quasi come in una partita a scacchi, in cui è importante muovere le postazioni senza scoprire le zone più a rischio. All’interno della centrale operativa del 118, oltre alle urgenze del territorio, c’è da gestire anche l’arrivo dei casi covid al “Fazzi” e la sanificazione dei mezzi e del personale. Di notte, in assenza degli Oss, spetta agli operatori fare un po’ tutto: anche recuperare barelle spinali o ripristinare il kit medico per le ambulanze. Intanto da Casarano arriva la richiesta di soccorso per una neonata. A Galatina poco dopo il primo incidente stradale. Quattro persone coinvolte. Un’auto ribaltata. L’intervento è in codice rosso per dinamica. Nel frattempo le lancette scandiscono le 2.30 di notte: sui monitor ricompaiono i codici verdi, gialli e rossi. 

Le richieste di intervento

Dalla costa Jonica e Gallipoli in particolare, iniziano ad arrivare in rapida successione richieste d’intervento. Alcune risolvibili telefonicamente dall’operatore, altre invece necessitano l’intervento dei soccorritori sul posto. Le segnalazioni riguardano soprattutto giovani intorno ai 20 anni in stato di ebrezza, da rintracciare nel buio della notte sul lungomare o nei parcheggi delle discoteche. Intorno alle 4 del mattino sono 6 i mezzi di soccorso sui 9 in circolazione: circa il 70% di quelli attivi è impegnata nella città Jonica. I sintomi dei pazienti per fortuna non sono gravi, ma per molti è necessario comunque il ricovero a Gallipoli, Scorrano e Copertino. Una scelta su più sedi per non appesantire un unico ospedale e precludersi ulteriori emergenze. Dopo le 5.30 il flusso di chiamate cala ma non l’attenzione: c’è il soccorso in codice rosso ad un bambino di 5 anni con convulsioni, poi portato in ospedale di Lecce. 
Arrivano le 7. A fine turno le missioni d’intervento del 118 sul territorio provinciale sono 116, per oltre 500 chiamate connesse. Il sole del mattino segna l’inizio di un nuovo turno di lavoro per l’ennesimo turbinio di chiamate di soccorso, apprensioni da tenere a bada e decisioni da prendere dalla prima linea dell’emergenza e urgenza.
 

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