Willy, i fratelli Bianchi chiedono l'isolamento in carcere: hanno paura delle ritorsioni

Domenica 13 Settembre 2020 di Alessia Marani
Willy, i fratelli Bianchi chiedono l'isolamento in carcere: hanno paura delle ritorsioni

COLLEFERRO (ROMA) I fratelli Gabriele e Marco Bianchi, così come Mario Pincarelli, i giovani di Artena in carcere per l'omicidio del 21enne Willy Monteiro Duarte, si trovano ormai da una settimana in isolamento a Rebibbia. Per complessivi quattordici giorni debbono restare ciascuno in una cella diversa (ma questo anche per evitare che parlino tra loro) e a distanza da altri detenuti così come previsto dalla nuova procedura anti-Covid per tutti coloro che fanno ingresso in un istituto di pena.

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La direzione, però, sta valutando di prolungare il loro confinamento anche allo scadere della quarantena sanitaria per ragioni cautelative. Il motivo? La paura di ritorsioni nei loro confronti da parte di altri reclusi ai cui occhi il pestaggio-omicidio di Willy, inerme e sopraffatto dalla violenza cieca del branco, appare un gesto vigliacco e odioso come quelli perpetrati ai danni di donne e bambini: una macchia nel curriculum criminale anche dei peggiori.

IL GARANTE
«Trascorse le due settimane di isolamento precauzionale per il Covid - afferma il garante per i detenuti del Lazio, Stefano Anastasia - effettivamente si dovrà valutare una adeguata forma di isolamento cautelativo per impedire che i tre possano essere oggetto di attenzioni per così dire sgradite all'interno del carcere. L'uccisione di Willy Monteiro ha avuto una eco mediatica molto forte e ha impressionato gli italiani non solo quelli che sono a casa ma anche coloro che sono detenuti, serve attenzione. Al momento, comunque, ho avuto modo di verificare che questi giorni di detenzione stanno scorrendo senza anomalie».
 

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L'alert è scattato dopo che i legali dei tre presunti assassini, hanno chiesto al giudice e ai vertici del Dap, la Penitenziaria, di tenere conto delle circostanze dell'arresto e dei rischi connessi, per tutelare l'incolumità dei loro assistiti «che hanno diritto a una giusta detenzione».

Il carcere di Rebibbia si dovrà comunque attrezzare. Solitamente la procedura di isolamento cautelativo è prevista nell'altra casa circondariale della Capitale, Regina Coeli, che accoglie i detenuti in attesa di giudizio. Ma proprio la necessità di mantenere tutti i nuovi ospiti in quarantena (così come i trasferiti o coloro che fanno rientro dai permessi) sta facendo venire meno spazi disponibili negli istituti del Lazio cosicché i Bianchi e i Pincarelli sono finiti a Rebibbia. «Gli istituti sono già di per se pieni - dice Anastasia ma ora ogni volta che le forze dell'ordine debbono tradurre qualcuno in carcere si trovano in difficoltà. Tanto che, correlate all'emergenza Covid, ci sono disposizioni nazionali perché, in caso di reati non gravi, si decida per i domiciliari».
 

Funerali Willy, l'ultrà romanista "Er Brasile" tenta di portare un mazzo di fiori: bloccato

Tra le tante persone ai funerali di Willy Monteiro Duarte , ha fatto la sua comparsa anche l'ultrà romanista conosciuto come "Er Brasile" (vero nome Massimiliano Minnocci, romano, della borgata di Pietralata). Tatuato con scritte inneggianti a gruppi di estrema destra, "Il Brasiliano" ha tentato di portare all'interno del campo sportivo di Paliano un mazzo di fiori ma è stato subito bloccato dagli agenti di polizia.


LE TENSIONI
I profili social degli indagati per la morte di Willy (il quarto, Francesco Belleggia, è ai domiciliari) sono stati inondati di minacce e frasi d'odio, così come quelli dei loro familiari e persino di semplici omonimi. I Bianchi ad Artena sono numerosissimi, si tratta di uno dei cognomi più diffusi e molti sono preoccupati per la loro sicurezza personale e delle loro attività imprenditoriali e si stanno rivolgendo preoccupati a carabinieri e forze dell'ordine. Nessuno ieri ha osato mettere piede nel campo sportivo di Paliano dove si sono svolti i funerali in maglietta bianca del giovane di origine capoverdiana. Troppo pericoloso, sarebbe potuta sembrare una provocazione. I familiari dei quattro indagati di Artena piuttosto preferiscono starseene a casa, uscire il meno possibile, evitare Colleferro.

Ultimo aggiornamento: 14 Settembre, 00:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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