No Green pass, Trieste rischia la zona gialla dopo il boom di contagi: attivati nuovi posti in ospedale

Il prefetto Valenti: «Se si continua così, allora le manifestazioni si dovranno organizzare in altro modo»

No Green pass, Trieste rischia la zona gialla dopo il boom di contagi: attivati nuovi posti in ospedale
No Green pass, Trieste rischia la zona gialla dopo il boom di contagi: attivati nuovi posti in ospedale
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Venerdì 29 Ottobre 2021, 18:20 - Ultimo aggiornamento: 18:22

Trieste adesso rischia la zona gialla. Lo ha annunciato il prefetto Valerio Valenti riferendosi all'impennata di contagi dovuta alle manifestazioni no Green pass di queste settimane: «Il rischio zona gialla è alle porte e sarà questo il vero limite alla libertà di espressione. Se si continua così, allora le manifestazioni si dovranno organizzare in altro modo». Tuttavia, ha precisato Valenti durante una conferenza stampa di commiato (la settima prossima sarà trasferito a Firenze), nonostante l'aumento dei contagi, la «libertà di manifestare va preservata».

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Trieste, attivati nuovi posti letto all'ospedale Maggiore

«Per far fronte all'emergenza Covid-19, da oggi la SC Malattie Infettive ha dovuto riattivare i posti letto di degenza che si trovano al terzo piano della Palazzina infettivi dell'Ospedale Maggiore di Trieste. Qui saranno curati 4 nuovi pazienti colpiti dal virus, mentre altri 15 si trovano già ricoverati al primo piano della struttura rimasto sempre aperto». Lo annuncia il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi.

«Purtroppo il virus ha ripreso a correre e le notizie che giungono dal Pronto soccorso non sono certo confortanti. Da questa mattina - aggiunge Riccardi - una decina di persone si trova in lista di attesa e nelle prossime ore una parte sarà sicuramente accolta all'interno del reparto. Dalle informazioni che ci giungono dal SC Malattie Infettive oltre il 90 per cento dei pazienti ricoverati non risulta vaccinato. Il rimanente - conclude il vicegovernatore - è composto da persone molto anziane o fragili che sono ancora in attesa della terza dose del vaccino o l'hanno fatta da poco tempo».

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