Torino, soldi, Rolex e gioielli per 700mila euro: la polizia scopre il "tesoro" del boss latitante

Le ipotesi di accusa portano i due uomini al gruppo di narcotrafficanti di Vittorio Raso

Un bottino cospicuo ritrovato in un appartamento: scoperti due narcotrafficanti
Un bottino cospicuo ritrovato in un appartamento: scoperti due narcotrafficanti
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Sabato 29 Gennaio 2022, 12:03

Una barca di soldi in contanti, droga, orologi rolex e una calibro 38: è il bottino di due uomini arrestati dalla Squadra Mobile della questura di Torino mentre uscivano da un palazzo a Moncalieri, Torino. L'arresto rientra nell’ambito di un’inchiesta sul narcotraffico e sulle infitrazioni della ‘ndrangheta nella provincia. Come riporta la Stampa, uno dei due è un imprenditore attivo nell’ambito dei trasporti. 

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All’interno di un appartamento che usavano c’erano 10 chili e mezzo di marijuana e un chilo e 400 grammi di hashis, materiale per il confezionamento della sostanza stupefacente, una bilancia di precisione, macchina per il sottovuoto e contanti per 16.500,00 euro pure questi confezionati sottovuoto.

Inoltre, dalle perquisizioni in altri immobili che avevano a disposizione, in ufficio e a casa, sono stati sequestrati un revolver calibro 38 detenuti illegalmente, contanti per altri 28.790 euro ed una apparecchiatura del tipo «jammer» solitamente utilizzata per inibire le frequenze radio degli antifurti e delle apparecchiature per le intercettazioni.

Ma non è tutto. In un garage interrato a Nichelino, in zona Stupinigi a Torino, è stato scoperto un vano nascosto, ricavato con la costruzione di un’intercapedine in cemento. All’interno c’era un contenitore in metallo chiuso con lucchetto e catena. Forzata la rudimentale cassaforte, i poliziotti hanno trovato 440.000 euro confezionata con il metodo del sottovuoto, nonché 10 orologi  “Rolex” e gioielli in oro, il cui valore è stimato in oltre 200.000 euro.

Tra il bottino, c'erano anche numerosi ritagli di articoli di quotidiani sul latitante Vittorio Raso. Stando a quanto ritrovato, le ipotesi di accusa portano i due uomini al gruppo di narcotrafficanti organizzato e diretto proprio da Raso.

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