«Pretendeva gli facessi il bidet»: lei denuncia il "marito padrone" ma il giudice lo assolve

La vicenda è finita a Palazzo di Giustizia nel 2019, quando la donna, dopo l’ennesima lite, andò in banca a prelevare 18mila euro.

A Torino, una donna aveva denunciato il marito per violenze e costrizione a cui la costringeva, ma l'uomo è stato assolto
A Torino, una donna aveva denunciato il marito per violenze e costrizione a cui la costringeva, ma l'uomo è stato assolto
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Martedì 15 Marzo 2022, 21:25 - Ultimo aggiornamento: 23:00

«Arrivava a pretendere che la moglie gli lavasse la schiena e gli facesse il bidet»: è stata questa l'accusa che aveva mosso una donna nei confronti del «marito padrone». Come riporta la Stampa, oggi, a dispetto di una richiesta di condanna a un anno di carcere per maltrattamenti e lesioni, l’uomo di 71 anni, è stato assolto dal tribunale di Torino perché «il fatto non sussiste».

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Il matrimonio fra i due durava da trent’anni, scanditi da continui litigi, insulti, vessazioni, maltrattamenti fisici e verbali, rapporti sessuali imposti. «A casa pretendeva di essere servito in tutto. Non prendeva la bottiglia dell’acqua neanche se era a portata di mano», spiega l’avvocato di parte civile. «Diventava una furia» se contraddetto, ha raccontato la moglie ai giudici. E lo stesso accusato, in aula, ha ribadito: «Se mia moglie va a comprare un vestito, ci devo essere anche io. Non c’è niente di sbagliato», dichiarandosi innocente.

E il suo difensore,in aula ha replicato: «Ci sono testimoni compiacenti verso la signora e testimoni che a volte si contraddicono. Lei dice di essere andata tante volte in ospedale, ma non è vero. Dice di essere stata costretta ad avere rapporti sessuali, ma non può essere perché il marito ha problemi di salute».

La vicenda è finita a Palazzo di Giustizia nel 2019, quando la donna, dopo l’ennesima lite, andò in banca a prelevare circa 18mila euro. Erano tutti i suoi risparmi, per sfuggire dal marito. Poi si rivolse a un centro antiviolenza. Trovò il coraggio di denunciare e ora vive con il maggiore dei tre figli. «La sentenza ci ha lasciato perplessi – commenta il legale – Leggeremo le motivazioni e decideremo come procedere».

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