Terremoto, ok al decreto: recuperati fondi anche per L'Aquila

Martedì 22 Ottobre 2019 di Ilaria Bosi e Italo Carmignani

Gli aiuti per il dopo-sisma ora si declinano al plurale. La novità sostanziale del decreto legge sul terremoto discusso fino a notte fonda e poi approvato in Consiglio dei ministri sta tutta nel plurale del titolo, in cui ora si fa riferimento all'accelerazione e il completamento «delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici»: insomma, non si parla più esclusivamente del sisma del 2016, ma più genericamente di «eventi sismici».

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Un distinguo che rimette in gioco anche L'Aquila, dopo i mal di pancia manifestati dal governatore dell'Abruzzo Marco Marsilio, protagonista anche ieri di un vivace botta e risposta con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che prima del Cdm ha incontrato i presidenti delle Regioni e i rappresentanti dei Comuni. Per il resto, nessuna sorpresa e tante speranze dei territori riposte nel pacchetto di emendamenti consegnato al premier, in cui si spera di risolvere, in tema di conversione, anche il problema del personale, cui finora sono state fornite risposte ritenute inadeguate. Il Dl approvato questa notte fissa contestualmente l'erogazione di 380 milioni per il 2019, da attingere dal Fondo per le emergenze nazionali previsto nell'ambito del codice della Protezione civile e di altri 245 milioni per il 2020 provenienti dalla contabilità speciale del Commissario straordinario. E ancora: la restituzione della busta pesante, a partire dal 15 gennaio del 2020, dovrà avvenire nella misura del 40 per cento (e non del 50) diluito in dieci anni. Quindi non più per intero. Buone notizie anche per i professionisti, che più volte hanno lamentato le difficoltà incontrate in quasi tre anni di lavoro a costo praticamente zero: per loro ci sarà la possibilità di ottenere anticipazioni del 50 per cento. Prorogato lo stato di emergenza al 31 dicembre 2020, con boccata d'ossigeno anche per i Comune che in materia di bilanci e contabilità, potranno contare sulla proroga della sospensione degli adempimenti fissati dal Tue al 31 dicembre 2020.

GIOVANI IMPRENDITORI
Nell'articolo 6 si prova a contrastare lo spopolamento, con l'estensione ai comuni terremotati della misura a favore dei giovani imprenditori del Mezzogiorno denominata Resto al Sud e introdotta nel 2017. Incentivi anche per le imprese agricole, con una misura dedicata che premia i progetti relativi ai settori della produzione, commercializzazione e trasformazione di prodotti in agricoltura. Il decreto dà slancio alla ricostruzione privata, con una serie di misure importanti finalizzate a rendere più efficiente la macchina delle autorizzazioni.
In territori sottoposti a vincoli storici e paesaggistici, un ruolo importante lo avranno anche gli Uffici speciale per la ricostruzione, che avranno ora la facoltà di convocare la Conferenza regionale per far acquisire pareri ambientali, paesaggistici e di tutela dei beni culturali. Un'accelerata è prevista anche per la rimozione delle macerie, con le Regioni chiamate ad aggiornare, entro il 31 dicembre 2019, i piani di rimozione e i siti temporanei di stoccaggio. In assenza di un'intesa, all'aggiornamento provvede direttamente il Commissario straordinario.

Ultimo aggiornamento: 08:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA