Terremoti, quattro scosse in Italia: cosa sta succedendo? Gli esperti: «Nessun legame tra loro»

Il geologo Mario Tozzi: «Le zone interessate fanno parte di strutture geologiche diverse, è casualità»

Terremoti, quattro scosse in Italia: cosa sta succedendo? Gli esperti: «Nessun legame tra loro»
​Terremoti, quattro scosse in Italia: cosa sta succedendo? Gli esperti: «Nessun legame tra loro»
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Giovedì 22 Settembre 2022, 18:41 - Ultimo aggiornamento: 18:43

«Non c'è nessun legame tra gli eventi sismici di oggi, tra l'altro fanno parte di strutture geologiche diverse. Si tratta di assoluta casualità, un terremoto può avvenire oggi, domani o tra un mese, viviamo in Italia dove fenomeni di questo tipo avvengono e, ovviamente, sono imprevedibili», lo ha detto il geologo Mario Tozzi commentando le scosse di terremoto avvenute oggi tra Modena, Lucca, Reggio Calabria e Ascoli Piceno.

Terremoti, nessun legame tra le scosse

Sono troppo distanti per avere un collegamento fra loro, i terremoti che a distanza di poche ore hanno scosso Sicilia, Marche, Liguria ed Emilia Romagna, e ognuno è stato generato da un meccanismo diverso. «Non c'è alcuna relazione: le distanze fra i luoghi in cui sono avvenuti i terremoti sono di centinaia di chilometri perché possa esserci un nesso», lo conferma anche all'ANSA il sismologo Carlo Meletti, della sezione di Pisa dell'Istituto Nazionale di geofisica e Vulcanologia (Ingv). «È curioso che dopo un periodo di apparente calma si siano verificati quattro terremoti un pò più forti e avvertiti dalla popolazione», ha aggiunto riferendosi al fatto che «negli ultimi tre mesi abbiamo avuto in Italia solo una scossa di magnitudo superiore a 4: di fatto, avere due terremoti importanti nello stesso giorno è solo una variazione statistica».

 

Le scosse di oggi

Dei quattro terremoti, il più profondo (24 chilometri) è quello avvenuto alle 12,24 nelle Marche, a Folignano, in provincia di Ascoli Piceno, e la cui magnitudo è stata ricalcolata in 3,9. Vengono subito in mente i terremoti tipici dell'Appennino, ma questo è un sisma diverso: «è localizzato lungo la costa delle Marche, in una fascia esterna che ha una sua sismicità», ha detto l'esperto. Si trova infatti in una zona compresa fra l'Appennino e la fascia esterna lungo la costa delle Marche, che una sismicità di tipo diverso. «Il terremoto è stato generato da un meccanismo trascorrente, ossia dallo scorrimento laterale si strutture profonde», mentre i terremoti appenninici sono di tipo distensivo e generati da strutture più superficiali. Ha delle sue peculiarità anche il terremoto di magnitudo 4.1 avvenuto in Liguria, a Bargagli (Genova). «È una zona non molto sismica e nella quale non si sono rilevati storicamente terremoti troppo forti». Anche in questo caso il meccanismo è diverso da quello tipico dei terremoti dell'Appennino: «è infatti di tipo compressivo - ha detto Meletti - perché questa zona della Liguria è nell'area di congiunzione fra l'Appenino a Est e l'arco alpino a Ovest».

I precedenti

I sismi più forti avvenuti in passato in questa zona hanno avuto una magnitudo fra 4 e 5. Anche il terremoto di magnitudo 3,6 in Sicilia, a Paternò (Catania), ha caratteristiche particolari: sebbene sia avvenuto nell'area dell'Etna, è stato generato da un meccanismo indipendente dal vulcano e legato a faglie che si trovano nella zona. «Paternò si trova in una zona alle pendici dell'Etna nella quale si sta rilevando una sismicità frequente da qualche settimana. Per questo - ha aggiunto il sismologo - non deve sorprendere». A generare il terremoto «potrebbero essere state faglie sismogenetiche importanti che si trovano a Sud dell'Etna e indipendenti dall'attività del vulcano». Potrebbe invece essere un tipico terremoto dell'Appennino quello di magnitudo 3,8 avvenuto a Pievepelago (Modena), «sul crinale fra l'Emilia e la Garfagnana, una zona sismica ben conosciuta e della quale, purtroppo sappiano che ha una sismicità frequente».

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