«Ultraqueer- Espressioni artistiche metagender»: a Roma la prima mostra inclusiva su libertà di genere e orientamento sessuale

A Palazzo Merulana un'esposizione inclusiva e multidisciplinare con l'obiettivo di affrontare le tematiche della sessualità dell'identità di genere e del corpo normativo, tramite le opere di artisti LGBTQIA+

«Ultraqueer- Espressioni artistiche metagender»
«Ultraqueer- Espressioni artistiche metagender»
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Lunedì 20 Giugno 2022, 16:46 - Ultimo aggiornamento: 20:38

Dal 10 giugno fino al 3 luglio 2022 TWM Factory presenta a Palazzo Merulana, Ultraqueer - Espressioni artistiche metagender, mostra volta ad esplorare la dimensione queer attraverso molteplici linguaggi artistici per promuovere la libertà espressiva di identità di genere e orientamento sessuale.

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Il progetto, inserito nel circuito di eventi in occasione del Roma Pride, mira a mettere in discussione i princìpi del sistema binario eteropatriarcale, incoraggiando in contrapposizione la libertà di espressione di genere intrinseca al pensiero queer. Un’esposizione inclusiva e multidisciplinare, per la prima volta ospitata in un museo, nel quale verrà esposta una selezione di lavori di giovani artistə appartenenti alla comunità LGBTQIA+, che rappresentano la queerness come rete aperta di possibilità.

«Ultraqueer - Espressioni artistiche metagender vuole essere un luogo di discussione, divulgazione e di confronto collettivo, ma soprattutto uno spazio per le realtà identitarie, di genere e orientamento sessuale che non trovano rappresentazione altrove. Pensiamo che oggi ci sia estremamente bisogno di una maggiore consapevolezza ambientale ed emotiva, per una vera rivoluzione generazionale identitaria che apra tutte le porte al nuovo, al differente, che sproni tuttə ad abbracciare le proprie diversità intrinseche». Afferma il team curatoriale di TWM Factory, che prosegue: «L’intento della mostra non è quello di annullare le diverse identità di genere, ma quello di dare spazio ad espressioni differenti che, nel loro insieme, confondono, mettono in discussione e soppiantano la distinzione binaria e monolitica del genere e della sessualità».

«Abbiamo scelto un nome composto da due parole, punti di partenza di una nuova riflessione: “Ultra” e “Queer” - spiegano -. Il termine “Ultra” riprende la tarda filosofia di Nietzsche e del suo Oltre-Uomo, tradotto e interpretato da Gianni Vattimo come colui che ha superato l’uomo ed è andato oltre la sua condizione. “Ultra” è la persona che procede al di là delle convenzioni e dei pregiudizi, danzando liberamente e con leggiadria.

Queer” è un termine di più difficile concezione perché spesso riferito a ciò che non è, restio per natura a una definizione stabile e ben precisa. L’accademico José Esteban Muñoz lo utilizza in modo fluido come verbo, nome e aggettivo. “Queer” è l’intera indagine presente in questo libro, che parte dal disegnare sfumature di una galassia sfaccettata, non seguendo una linea retta e imponendosi nel suo significato politico e di riappropriazione di questo termine da parte della comunità.

Da queste premesse non può che seguire un obiettivo dirompente e ambizioso: decostruire le sovrastrutture sociali di stampo eteropatriarcale. La ricerca e la selezione artistica agiscono sul cognitivo attraverso uno sconvolgimento radicale, per muoversi al di là dei preconcetti del sistema capitalistico, portando dai margini al centro temi invisibili, troppo spesso oggetto di censura e cancellazione. 

IL PERCORSO

Attraverso un percorso espositivo che comprende i linguaggi dell’arte contemporanea, della fotografia, dell’illustrazione e della performance, Ultraqueer attraversa le aree tematiche della sessualità, dell’identità di genere e del corpo non normativo, selezionando rispettivamente opere che si concentrano in sezioni fluide e che spesso collimano l’una nell’altra: Sex Positivity, Espressività di genere, la bellezza del corpo non conforme.

Una quarta sezione, L’Estetica del mostruoso, riprende il concetto di perturbante, declinato alla cultura queer, come astrazione e aberrazione dei codici estetici eteronormativi. L’obiettivo del progetto è quello di diffondere consapevolezza critica sulle diverse espressioni di genere e discriminazione intersezionali e valorizzare i talenti creativi degli artistə e progetti appartenenti alla comunità LGBTQIA+ in mostra: Agnes Questionmark (Agnes?), Volker Hermes, Gender Project (Veronique Charlotte), CHEAP street poster art (Giorgia Lancellotti, Luchadora, Nicoz Balboa), Sara Lorusso, Élle de Bernardini, Nicola Napoli, Davide Viggiano, Alessio Maximilian Schroder, Ornella Mercier, Edmund Liang, Filippo Chilelli, Valerio Conti, Alec Trenta, Sebastian Winkler, Bianca Buoncristiani, Jacopo Paglione, Asafe Ghalib, Sex Positive Tarots (Gerlanda di Francia, PAPA, Diego Tigrotto, Furetti, Lucas), Ludovica Casale, Leo Rydell Jost, Yari Saccotelli & GELOsle, Erica Borgato, Chiara Bruni, Francesco Cascavilla, TXT Project, Laurence Philomene, Silvia Clo di Gregorio e Samuele Galli.

Verrà inoltre approfondita l'eredità storica del movimento di liberazione omosessuale a Roma, grazie alle risorse inedite dell'Archivio del Circolo Mario Mieli, insieme ad alcuni documenti provenienti dal Centro di Documentazione Aldo Mieli. Al centro della sala verranno esposti i costumi di scena del Muccassassina rielaborati in relazione alle aree tematiche in mostra.

Una libreria a disposizione dei visitatori raccoglierà volumi e riviste di cultura queer. Le pubblicazioni esposte sono consigliate da Libreria Antigone e dalla Biblioteca Comunale Cisterna di Latina “Adriana Marsella”. Quest’ultima ha provveduto ad acquistare i titoli, che saranno inseriti, a mostra conclusa, nel loro catalogo. Medicina Inclusiva di Edoardo Mocini, condividendone i valori e gli obiettivi, ha provveduto a sostenere il progetto, contribuendo alla sua realizzazione e alla strutturazione degli eventi.

Nel calendario del Pride Month, il ciclo di incontri Ultratalk prevede presentazioni di libri, dibattiti con attivistə di spicco e le principali realtà LGBTQIA+ sia nazionali che territoriali come Libreria Zalib, Giornate del Cinema Queer e Queer Days. L’obiettivo è quello di approfondire i temi affrontati in mostra per dialogare sui nuovi metodi di inclusività e sulle lotte per l’uguaglianza dei diritti delle minoranze. La mostra è accompagnata da un volume realizzato da TWM Factory grazie a Edizioni TLON. La pubblicazione editoriale costituirà, nella forma di un catalogo, la testimonianza dell’esperienza e degli obiettivi di sensibilizzazione e inclusività raggiunti dalla mostra. Nel bookshop di Palazzo Merulana sarà possibile trovare anche altri prodotti di merchandising. Con questo progetto i relativi partner intendono costruire la prima rassegna culturale di riferimento per la città di Roma, un centro di sperimentazione, confronto e divulgazione della dimensione queer.

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