Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Scompenso cardiaco, riparte la campagna di prevenzione del camper Aisc nel Lazio: ecco le tappe

Si incomincia sabato 2 aprile alla Clinica Villa Betania di Roma

Scompenso cardiaco prevenzione
Scompenso cardiaco prevenzione
4 Minuti di Lettura
Giovedì 31 Marzo 2022, 19:07

Il camper dell’Associazione Italiana Scompensati Cardiaci è pronto a ripartire per il Progetto consultorio - ambulatorio mobile Camper AISC APS. Un prevention tour che nelle prossime settimane attraverserà il Lazio con la partecipazione di 20 ospedali della regione per portare la prevenzione a casa dei cittadini.

Leggi anche > Angelina Jolie all'ospedale Bambino Gesù di Roma per incontrarei i bambini ucraini: «È orribile che paghino loro» - Foto

Scompenso cardiaco, ricomincia la campagna di prevenzione del camper Aisc in Lazio: le tappe del tour medico

Il progetto è stato possibile grazie ai fondi del Bando Comunità Solidali 2020 della Regione Lazio con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. La prima tappa dell'iniziativa è prevista per sabato 2 aprile di fronte alla Clinica Villa Betania di Roma dalle 9:00 alle 15:00, nei giorni successivi si proseguirà nei nosocomi romani Sandro Pertini, Sant’Eugenio, per poi andare al Policlinico Gemelli e al Policlinico Umberto I, sino a toccare i capoluoghi di provincia: Frosinone, Latina, Viterbo e Rieti. Tutte le tappe potranno essere seguite sui social network dell’associazione e sul sito www.associazioneaisc.org.

«Siamo convinti che le strategie di prevenzione debbano intercettare e raggiungere le persone nei luoghi di vita quotidiana: piazze, mercati, centri commerciali. Ogni occasione è buona per parlare di stili di vita e con le persone. In questo caso i sanitari, medici e infermieri delle strutture che hanno aderito al Progetto usciranno dalle loro strutture per incontrare, passanti, pazienti, accompagnatori. Il camper AISC riconoscibile dal logo rosso sarà infatti localizzato all’esterno degli ospedali per offrire gratuitamente test preliminari alla diagnosi di scompenso, consigli e materiale informativo» racconta il Professor Salvatore Di Somma, Specialista in Cardiologia e Direttore Scientifico dell’Associazione. Lo scompenso cardiaco, noto anche come ‘insufficienza cardiaca’ è ancora relativamente conosciuto, eppure è la terza causa di ricovero negli over 65 e la terza causa di morte del mondo.

«Questo disturbo in cui il cuore non pompa sangue a sufficienza e si manifesta con sintomi sfumati come l’affaticamento, la mancanza di fiato dopo sforzi anche lievi e gonfiori agli arti, ha un andamento progressivo e ingravescente ma è meno ‘spaventoso’ del collega infarto, che infatti è molto più noto. Le manifestazioni possono avere un percorso rapido verso l’insufficienza cardiaca acuta, oppure più gradualmente, nell’arco di settimane o mesi (insufficienza cardiaca cronica) che tende a ritardare la diagnosi e il trattamento» prosegue il Professor Di Somma.

«Con il Prevention Tour vogliamo parlare anche alle donne, il genere di solito meno considerato quando sì parla di salute cardiaca, ma che in questo caso sono più colpite dallo scompenso in misura di 2 a 1» sottolinea la Dottoressa Maria Rosaria Di Somma, Consigliere nazionale AISC. «Sul camper saranno presenti un medico e un infermiere per una visita durante la quale sarà anche possibile effettuare test relativamente al quadro lipidico e alla emoglobina glicata, fattori di rischio per le malattie cardiovascolari».

La prevalenza dello scompenso varia tra l’1% e il 12% nei paesi occidentali: se nel 2012 sì parlava di una media del 4,3% tra i 65 e i 70 anni, le stime per il 2030 parlano di un preoccupante 8,5%. Con una mortalità del 50% a 5 anni la malattia ha progenitori ‘eccellenti’ per la loro gravità: dalla cardiopatia coronarica all’infarto, dalle aritmie alla tossicità data dalle terapie chemioterapiche o all’abuso di alcol. Inoltre, l’insorgenza della malattia sembra diventare più precoce oltre a rappresentare un grosso ostacolo alla longevità della popolazione. Già nel 1997 lo scompenso era stato dichiarato una ‘epidemia emergente’ in un articolo apparso sul New England Journal of Medicine.

© RIPRODUZIONE RISERVATA