Roma, in via dei Coronari incubo set: si girano troppi film, 85 negozi off-limits: «Così zero affari»

via dei coronari_set_cinema
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di Lorena Loiacono
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Martedì 7 Giugno 2022, 07:54 - Ultimo aggiornamento: 08:48

Vivere in un set cinematografico da incubo. Accade in via dei Coronari, nel cuore di Roma, diventata oramai la strada “più cinematografica” di tutte. Luci della ribalta, coperture contro il sole, pannelli fono-assorbenti, attori e tecnici. 


Benissimo per le casse comunali, insostenibile però per quelle dei negozi che di fatto restano isolati dal mondo: i commercianti praticamente non possono neanche uscire. Con il “ciak, si gira” è tutto chiuso, la strada inaccessibile e i clienti restano alla larga. «In un mese – racconta Maurizio Talarico del celebre negozio Talarico cravatte – abbiamo avuto 4 set. Prima “Fast and Furious”, poi una serie Netflix. Dopo la pandemia, i ciak cinematografici sembra si siano concentrati tutti in via dei Coronari. Sono qui dal 2015 e avrò visto girare 6 film in tutto. Ora 6 film li girano in due mesi...». 

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Circa 85 i negozi che restano chiusi ogni volta, interessando anche le stradine limitrofe. In questi giorni sono state occupate anche piazzetta di San Simeone e piazza di San Salvatore in Lauro. Le troupe sono arrivate con attrezzature tecniche di ogni tipo, occupano la strada e poi la chiudono per non dover ripetere le scene. «Una residente in bicicletta è voluta passare per forza - raccontano -. Siamo esasperati». 


Tanti disagi ma nessun beneficio: il negozio perde una giornata di vendite e paga il personale. «Stanno tornando i turisti, è assurdo tenerci isolati – continua Talarico – con il Covid abbiamo attraversato una crisi pesantissima e ora dobbiamo stare fermi perché arriva il cinema? Non ci dicessero che c’è un ritorno di immagine perché via dei Coronari neanche si vede: inquadrano solo un portone, da cui escono i protagonisti della serie. Il Comune incassa e noi zero affari».


Via dei Coronari, con i suoi 500 metri, è tra le strade più lunghe del Centro storico ma anche tra le più strette, quindi spazio in più non ce n’è. Inoltre fa da collegamento anche con il Vaticano, quindi il passaggio dei turisti è costante: almeno fino a quando non vengono fermati da un “ciak... azione!”.

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