Soldi chiesti per ritirare i rifiuti di chi sta a casa in quarantena. Ma l’Ama avvisa: è una truffa

Martedì 14 Aprile 2020 di Enrico Chillè
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L’emergenza coronavirus dev’essere sembrata perfetta. Così i truffatori si sono velocemente adattati alle nuove regole imposte per difendere i cittadini dal contagio. 

La più recente riguarda il ritiro dei rifiuti “speciali” per le famiglie con - in casa - pazienti positivi al Covid-19 oppure che hanno parenti in quarantena fiduciaria, imposta per legge dopo essere rientrati dall’estero. 
Come hanno segnalato alcuni lettori a Leggo, sedicenti operatori Ama infatti hanno contattato (sui numeri cellulari privati) persone in quarantena allo scopo di essere ricevuti in casa per il ritiro di rifiuti indifferenziati speciali. Si tratta di un servizio aggiuntivo della municipalizzata romana, totalmente gratuito. Invece i malviventi chiedono soldi, con somme che si aggirano dai 50 ai 100 euro, per attivare il presunto ritiro dei rifiuti per l’intera durata della quarantena. Un’ordinanza regionale ha infatti stabilito che la raccolta differenziata è sospesa a causa dell’emergenza e che i rifiuti indifferenziati vengono ritirati al piano stradale o sul pianerottolo. Ad occuparsene sono società private per conto di Ama, ma senza costi aggiuntivi per l’utente. 

Invece durante la telefonata che punta ad attivare la truffa e il servizio a pagamento, vengono “citati” nomi e cognomi di più componenti del nucleo familiare: guarda caso, proprio gli stessi dati (sensibili) che le persone (specie quelle al rientro in Italia) devono prima comunicare alla Polizia di frontiera e poi (attraverso appositi elenchi) a Protezione Civile e Asl di competenza. Insomma, da qualche parte c’è una talpa. Che va scovata. 
Sta di fatto che anche all’Ama vengono forniti i dati per il ritiro dei rifiuti delle famiglie costrette all’isolamento. Per quanto i vari Enti abbiano provato a garantire la massima tutela della privacy, quella lista è finita nelle mani sbagliate ed ora ignare famiglie potrebbero cadere nella truffa e pagare cifre che non dovrebbero sborsare. Il problema è capire come questo sia stato possibile. 

L’Ama, comunque, invita gli utenti a denunciare alle autorità ogni tentativo di truffa. Come quella capitata a Ostia, dove due finti operatori Asl impegnati a distribuire mascherine, avevano tentato di rapinare un’anziana. 
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