Roma, tagliano le orecchie ai cani per "motivi estetici": condannati a sei mesi

Martedì 18 Gennaio 2022 di Emilio Orlando
cane_american bully

Per avere i primi posti nella classifica di bellezza alle mostre (dove facevano esibire i loro cani), avevano fatto tagliare le orecchie alle povere bestiole. Questa usanza, che era di moda tra i cinofili ma oggi viene proibita dalla legge, è costata ai due proprietari una condanna a sei mesi di reclusione. Per gli imputati la procura aveva chiesto la pena ad un anno ridotta poi a seguito di richiesta di patteggiamento avanzata dalle parti. 
La denuncia partì dopo un controllo durante una manifestazione canina condotto dagli agenti dell’Oipa della Capitale nell’ambito di un’operazione battezzata “Dirty Beauty” (“Bellezza illegale”). Secondo la ricostruzione del pubblico ministero, ai cani vennero tagliati i padiglioni auricolari e, per farli ammettere al concorso, erano stati esibiti certificati veterinari che giustificavano la mutilazione per motivi di salute degli animali. Un certificato, che si è rivelato falso, era stato rilasciato a nome di un veterinario romano completamente estraneo ai fatti, il quale ha sporto querela nei confronti dei responsabili.
«Al nostro arrivo molti proprietari dei cani, evidentemente “fuorilegge” si sono dati alla fuga. Durante quella manifestazione abbiamo denunciato in tutto sette persone, ora abbiamo le prime due condanne. I molti controlli delle nostre guardie zoofile a livello nazionale hanno portato a oltre 70 denunce all’autorità giudiziaria, anche nei confronti di veterinari», ha dichiara Claudio Locuratolo, il coordinatore provinciale delle guardie zoofile Oipa di Roma e provincia. 
Il tribunale ha riconosciuto che la pratica del taglio della coda e delle orecchie dei cani di alcune razze a fini estetici, oltre che dolorosa per l’animale, è una pratica illegale come riconosciuto nella “Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia di Strasburgo”, recepita in Italia già dal 2010.

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