Stupro di Capodanno, le intercettazioni choc: «Se semo divertiti». I genitori degli indagati: «Colpa della famiglia della ragazza»

Le violenze durante una festa vietata dalle norme Covid. I ragazzi si erano confessati coi genitori, che li giustificavano

Roma, stupro di Capodanno: «Se semo divertiti, se me denunci sei un infame»
Roma, stupro di Capodanno: «Se semo divertiti, se me denunci sei un infame»
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Giovedì 20 Gennaio 2022, 18:16 - Ultimo aggiornamento: 21 Gennaio, 08:04

«Se semo divertiti, se mandi tu' fija a 'na festa con il lockdown e me denunci sei un infame». È questa una delle intercettazioni dei giovani accusati di stupro di gruppo durante una festa a Roma, per il Capodanno 2021. Il 31 dicembre 2020 non era possibile riunirsi in casa per feste private, ma quella è una violazione della legge assolutamente marginale rispetto a quanto accaduto nella villetta, stando ai verbali dell'inchiesta.

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Stupro a Capodanno a Roma: «Non avevo forza, ero piena di lividi e sangue»

La violenza sessuale di gruppo si sarebbe consumata in una villetta a Primavalle, periferia Nord-Ovest della Capitale. La vittima è una 16enne, figlia di un diplomatico spagnolo, che ha ammesso di ricordare poco di quella notte. «Non riuscivo a camminare, fissavo i muri, ho bevuto e fumato, non so se qualcuno mi ha messo qualcosa nel bicchiere, ho iniziato a perdere i sensi, come se fluttuassi fuori da me stessa» - il racconto della ragazza agli inquirenti - «Ero in una stanza con dei ragazzi che mi stavano toccando, ho fatto resistenza, ma più di tanto non potevo perché non avevo forza, non avevo consapevolezza. Non ricordo neanche la mezzanotte, dei ragazzi intorno a me mi insultavano, uno mi ha tirata per i capelli, uno mi ha preso la testa... Quando mi sono svegliata mi sentivo come se avessi i postumi della droga, avevo male dappertutto. Sono andata in bagno e ho guardato le gambe: erano piene di lividi. E anche sulle braccia. C’era sangue e avevo addosso solo una felpa non mia».

Stupro a Capodanno a Roma, tre giovani indagati

Sono tre i giovani indagati per lo stupro avvenuto a Capodanno 2021 a Roma. Si tratta di tre ragazzi maggiorenni, due ora ai domiciliari e uno con l'obbligo di firma per l'accusa di violenza sessuale di gruppo. Ci sono poi una decina di indagati, ragazzi e ragazze anche minorenni, per spaccio. A diffondere i verbali dell'inchiesta è La Repubblica: la ricostruzione permette di capire cosa era successo.

Stupro a Capodanno a Roma: «Non riuscivo a fare niente»

La ragazza, arrivata a Roma dalla Spagna, aveva trascorso le feste di Natale a casa di un'amica e poi aveva partecipato alla festa di Capodanno nella villetta di Primavalle. «Non riuscivo a fare niente, neanche a parlare. Ero sola su un materasso senza lenzuola e coperte» - le dichiarazioni della vittima agli inquirenti - «Sono scoppiata a piangere e a casa della mia amica, in bagno, non riuscivo neanche a guardarmi, provavo schifo per quello che era successo e non riuscivo a toccare il mio corpo. Il giorno dopo mi hanno detto che un ragazzo ha mostrato a tutti la mia maglietta sporca di sangue».

Stupro a Capodanno a Roma, gli indagati: «Se semo divertiti, denunciami per il Covid»

Gli inquirenti hanno anche disposto l'intercettazione degli indagati. Nelle conversazioni, emergono dettagli inquietanti: molti dei ragazzi avevano confessato quanto accaduto ai genitori. Uno di loro dice alla madre: «Io te lo dico... io una me la so’ proprio s***ata... proprio a divertimme, mà». E ancora: «Lo sai che j’ha detto... de me? Che manco me la so sc... meno male...».


Un altro degli indagati, appena saputo della denuncia, si era invece sfogato così: «Stavamo io e lei dentro a un bagno... uno pure se fosse? Me voi beve? Ecco famme una multa e beveme perché stavo a un altro comune e perché ho portato alcolici e stupefacenti che so minorenne...». Il riferimento è al divieto di spostamenti e alle norme anti-assembramento in vigore durante le feste di Natale di fine 2020.

Stupro a Capodanno a Roma, gli indagati: «Se me denunci sei infame»

I commenti sprezzanti non finiscono qui. C'è chi se la prende con i genitori della vittima: «Cioè tu mandi tua figlia a 16 anni col lockdown, oltretutto n’abiti manco qua, a una festa e poi la mattina dopo te svegli e denunci? Ma che sei, infame? Cioè sei proprio un vile, un verme, miserabile». E ancora: «Giuro che io vado a... pjo sta m***a e gli sparo in faccia». All'interno del gruppo di amici, si parla anche delle possibili conseguenze penali: «Mi sa che gli accollano lo stupro, perché aveva il sangue sulla maglietta... lo sai qual è il guaio suo? Che è uscito dalla camera con la maglietta e la sventolava».

Stupro a Capodanno a Roma, gli indagati difesi dai genitori

Lo stesso pensiero dei giovani indagati appariva condiviso dai genitori, che minimizzavano sull'accaduto e difendevano i figli: «Colpa della famiglia di lei, potevano non mandarla a quella festa».

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