Rusconi, presidente dei presidi del Lazio: "Alle Superiori, 4 scuole su 10 non possono garantire le misure anti-contagio"

Martedì 20 Aprile 2021 di Lorena Loiacono
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Aule pollaio, bus strapieni e zero tamponi per i controlli anti-Covid tra gli studenti: così la scuola non può riaprire. Sono sul piede di guerra i presidi romani alle prese con la riapertura delle superiori al 100%, fissata dal Governo per lunedì prossimo. Oltre 4 istituti capitolini su 10, in base ai dati dell’Associazione nazionale dei presidi di Roma, non riesce a garantire le misure di sicurezza contro i contagi con più del 50% o del 75% degli alunni in classe. Il motivo? Gli spazi non sono sufficienti e, di nuove aule, non c’è traccia: «Da mesi – denuncia Mario Rusconi, presidente dell’Anp del Lazio - chiediamo che vengano rivisti i criteri delle formazioni delle classi con un massimo di 20 alunni, la creazione di spazi per le scuole dove poter fare didattica, il tracciamento dei contatti e i tamponi ripetuti: tutto è rimasto senza risposta». Da settembre ad oggi nulla è cambiato, a parte gli orari messi in campo dalle scuole sottoposte a continue rivoluzioni: «Sono stati modificati gli orari anche 10/12 volte - continua Rusconi - per cercare di dare stabilità e certezza non solo agli studenti ma anche alle loro famiglie. E adesso ci sembra l’ennesimo scaricabarile».

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