Roma, scuole chiuse ma la retta per la mensa non fa sconti. Nonostante l'annuncio della Raggi di due mesi fa

mensa_scuola_roma
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di Lorena Loiacono
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Giovedì 13 Maggio 2021, 08:00 - Ultimo aggiornamento: 08:28

Intanto si paga poi, forse, arriverà il rimborso. Potrebbe finire così il braccio di ferro tra le famiglie romane e il Campidoglio sulla questione del pagamento della retta per la mensa e gli asili nido nel periodo in cui le scuole di Roma sono rimaste chiuse per la zona rossa, dal 15 al 29 marzo. La sindaca Raggi assicurò che le famiglie sarebbero state esentate dai costi per tutto il periodo in cui i ragazzi non avrebbero frequentato. Un risparmio non da poco: per la mensa si tratta di un massimo di 40 euro in meno da pagare, per i nidi si arriva anche a 200 euro in meno per metà mese. Ma la rassicurazione per le famiglie, fino ad oggi, non si è concretizzata in un atto formale. Quindi il mese di marzo deve essere pagato per intero.

Poi arriverà il rimborso: dopo la denuncia di Leggo, infatti, l’amministrazione capitolina ha fatto sapere che sta lavorando alla definizione di una procedura che possa prevedere la norma di compensazione del costo attraverso le rate successive. Resta da capire quando ci sarà lo sconto sulle rate successive, probabilmente il prossimo anno, e come verranno rimborsate le famiglie se i figli ora sono in quinta elementare e quindi non mangeranno più a mensa dal prossimo anno. «E’ chiaro che andava fatto prima: ora le scuole sono in grande difficoltà – spiega l’assessore alla scuola del Municipio 1, Giovanni Figà Talamanca – perché le famiglie devono pagare un servizio che non c’è stato. Serviva da subito un atto amministrativo, non bastava certo il semplice annuncio. La retta può essere pagata per metà se la scuola è aperta solo dieci giorni in un mese, ma se si superano i 10 giorni va versata per intero. E’ un regolamento ufficiale e per modificarlo serve una norma ufficiale».


Non solo: nelle due settimane di chiusura, potevano frequentare le lezioni e quindi la mensa i ragazzi con disabilità o bisogni educativi speciali con un piccolo gruppo di compagni, a rotazione. Come verranno calcolate le rette per loro? Anche qui manca un regola ufficiale: la soluzione sembra ancora molto distante.

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