Ring di Cassius Clay alle Olimpiadi 1960 in malora, la Roma scende in campo per salvarlo

ring_cassius clay_audace_roma
ring_cassius clay_audace_roma
di Piergiorgio Bruni
3 Minuti di Lettura
Venerdì 26 Marzo 2021, 08:00 - Ultimo aggiornamento: 14:38

L’Audace chiama, la Roma Cares risponde. La Onlus del club giallorosso sale infatti sul quadrato, indossa i guantoni e riaccende la speranza: potrebbe essere salvo il ring di Roma 1960, quello calcato da un giovanissimo Cassius Clay (non ancora Muhammad Ali) e da Nino Benvenuti (che con la vittoria nei pesi welter fu anche incoronato come il miglior pugile della rassegna). Nessuna asta sul mercato americano. Nessun collezionista che se lo porterà via. Nel pomeriggio di ieri, infatti, a via Frangipane, a due passi dal Colosseo, è andato in scena un incontro tra Gabriele Venturini (maestro e anima del sodalizio “audaciano”) e Francesco Pastorella, direttore di Roma Department. Una lunga chiacchierata, la prima, per gettare le basi della collaborazione.

 

Roma Cares, attraverso una serie di iniziative che dovrebbero essere presentate la prossima settimana, affiancherà l’Audace per una rinascita non soltanto simbolica. Il ring, affaticato dagli anni e dal lungo periodo pandemico, avrà bisogno di una sostanziosa sistemazione e si dovrà cominciare della sostituzione di alcune tavole della pedana, dal telo che ricopre la struttura e dalle corde. Poi, compatibilmente col riscontro che darà la prevista raccolta fondi e il contemporaneo sostegno di altre realtà (come ad esempio il Coni, che si è detto interessato a sostenere la causa), si cercherà di ampliare il parco attrezzi: restyling di quelli presenti e acquisto di sacchi, protezioni e pesi. Infine si potrebbe ragionare su qualche intervento all’interno della palestra, partendo dagli spogliatoi e finendo con la segreteria. Vero cuore pulsante dell’Audace, poi, un piccolo museo all’interno di una macro pinacoteca: dove spiccano trofei, fotografie storiche e il preziosissimo stemma della Lupa etrusca sullo scudo biancorosso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA