«Auto nuova gratis con lo sponsor sulla fiancata»: ma la mega offerta era una truffa da 32 milioni

guardia di finanza_truffa_auto
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di Emilio Orlando
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Mercoledì 22 Giugno 2022, 07:20

Una truffa che ha portato nelle tasche dei due indagati almeno 32 milioni di euro. “Firma con noi un contratto, metti a disposizione la tua auto che compri con noi e te la rimborseremo”. 
Era questa l’esca per convincere le persone a sottoscrivere un contratto per avere gratis un’automobile. Invece, secondo la Procura di Roma che ha coordinato le indagini della Guardia di Finanza, si trattava di una truffa mascherata con un’offerta commerciale, pubblicizzata con lo slogan “My Car No Cost”. 
L’accordo, tra la società ed il cliente, avrebbe dato la possibilità, a chi non poteva permettersela, di avere una macchina a costo zero, semplicemente facendo applicare sulle fiancate diverse pellicole (wrapping) dove campeggiavano messaggi pubblicitari. Sono state 4600 le vittime del raggiro, quasi tutte romane: hanno versato la somma di 7 mila euro che, secondo quanto stabilito dal contratto sarebbe stata rimborsata una volta affisse le pubblicità sul veicolo, ma dell’auto in questione neppure l’ombra. 
Secondo quanto ricostruito dal sostituto procuratore Vincenzo Barba e dai finanzieri, chi sottoscriveva l’accordo pagava infatti alla società “Vantage Group” circa 7mila euro di servizi aggiuntivi e acquistava l’auto. La società poi si impegnava a corrispondere al consumatore 60 rate mensili variabili tra i 300 ed i 440 euro, a titolo di rimborso del prezzo di acquisto del veicolo e una parte delle spese di carburante e assicurazione. 
Imputati per i reati di truffa, evasione fiscale e autoriciclaggio, siederanno alla sbarra nell’aula della decima sezione penale di piazzale Clodio, il 51enne Massimo Casazza (originario di Colleferro) e Adelaide De Civita di 43 anni di Fiuggi. 
Durante le indagini e i riscontri investigativi, le Fiamme Gialle hanno sequestrato beni immobili e liquidità per oltre 3 milioni di euro che serviranno per risarcire il fisco e i truffati. «Si sono costituite come parte civili, ammesse al processo quasi 350 vittime - hanno commentato le avvocatesse Laura Cecchini ed Emmanuela Bertucci -. In sede dibattimentale chiederemo che vengano risarcite di tutte le somme che hanno versato senza però ricevere assolutamente nulla in cambio».

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