Roma, buste esplosive. Alessia, la figlia di una delle vittime: «Mia madre non aveva nemici»

Mercoledì 4 Marzo 2020 di Chiara Jommi Selleri
Roma, buste esplosive. Alessia, la figlia di una delle vittime: «Mia madre non aveva nemici»

«Mi ha chiamata e mi ha detto che le era esplosa una bomba tra le mani». Alessia, 19 anni, studentessa di scienze farmaceutiche alla Sapienza ha la voce rotta mentre racconta quel che lunedì sera, verso le 18, è accaduto a sua madre. Un ordigno, recapitato a casa in via Piagge in zona Nuovo Salario, le è esploso tra le braccia ferendola al volto e ustionandole le mani.

Leggi anche > Roma, buste esplosive: gli inquirenti non escludono che ci siano altri plichi in circolazione: «Abbiamo allertato Poste Italiane»

«Il pacco era sopra la cassetta della posta - spiega Alessia ancora incredula -. «Una busta gialla. Mia madre è rimasta subito perplessa: chi scriveva era una sua vecchia compagna delle scuole elementariche non sentiva da anni se non qualche volta su Facebook. E poi il mittente, il destinatario e il timbro postale erano scritti su tre adesivi e non direttamente sulla busta. Così ha portato il pacco in balcone e lo ha scartato. Dentro c’era un cofanetto in legno con un gancio in metallo. L’ha tirato verso di sé ed è esploso. Poi, il caos». Rosa Quattrone, 57 anni, impiegata all’Inail, è scappata per le scale chiedendo disperatamente aiuto. 

«Aveva le mani piene di sangue - continua Alessia - mio padre e i vicini l’hanno soccorsa». La famiglia ora è molto scossa e per questioni di sicurezza ha lasciato l’appartamento. «Stiamo a casa di mio fratello Eugenio e ci rimarremo fino a che non arriveranno i risultati degli esami batteriologici sul pacco bomba. Mia madre è totalmente sotto choc. Non si capacita di come sia stato possibile. Non ha nemici, né al lavoro né nella vita privata». 
Poco dopo l’esplosione a Nuovo Salario un’altra bomba è esplosa in zona Balduina. La vittima, Elisabetta Meucci, insegnante di biochimica di 68 anni è rimasta lievemente ferita. La sera prima, al centro smistamento delle Poste a Fiumicino, un terzo plico aveva ferito, per caso, una dipendente addetta alla corrispondenza. Il pacco, infatti, era destinato ad un’altra persona.

Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire quale sia il legame fra le tre destinatarie. Si teme che possano esserci altri pacchi bomba in circolazione. Al momento la Procura sta indagando per attentato con finalità di terrorismo e lesioni, ma non si escludono la pista anarchica antimilitarista o l’iniziativa di uno squilibrato. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA