Operaio morto alla Farnesina, misura interdittiva per il titolare della ditta accusato di «omicidio colposo»

Operaio morto alla Farnesina, misura interdittiva per il titolare della ditta accusato di «omicidio colposo»
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Sabato 25 Giugno 2022, 11:17 - Ultimo aggiornamento: 18:29

È stato raggiunto da una misura interdittiva ed è accusato di omicidio colposo l'amministratore unico che operava in subappalto alla manutenzione degli ascensori al Ministero degli Affari esteri quando a maggio scorso è morto un operaio. L'imprenditore per sei mesi non potà esercitare ruoli direttivi delle persone giuridiche e delle imprese. A notificare il provvedimento, stamattina, sono stati i carabinieri.

Secondo gli inquirenti l'imprenditore avrebbe violato le norme di sicurezza sul lavoro omettendo di inserire la leva di blocco dell'ascensore che quindi si è messa in funzione mentre l'operaio si trovava sul tetto ed è quindi rimasto incastrato tra la cabina e la parete del vano corsa, prima di precipitare nella fossa. Le indagini hanno permesso di accertare reiterate condotte di negligenza, imperizia e imprudenza, da parte del datore di lavoro. In particolare l'imprenditore delegava mansioni di manutentore di ascensori e montacarichi l'operaio che era specializzato soltanto per il servizio di presidio tecnologico ed era invece privo dei requisiti tecnici e professionali, nonchè non adeguatamente formato e addestrato, per l'intervento di manutenzione richiesto. Inoltre non era stato adottato un piano di sicurezza sul cantiere, il giovane operaio non era stato sottoposto alle visite mediche periodiche obbligatorie e il suo certificato di idoneità al lavoro era scaduto il 10 febbraio del 2020, oltre due anni prima del decesso. 

L'interdizione a carico del capo della ditta è stata predisposta dal giudice per le indagini preliminari della procura di Roma dopo aver constatato numerose violazioni alla normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e in virtù del pericolo di inquinamento delle prove: l'imprenditore indagato - al momento dell'avvio dell'inchiesta e su richiesta della procura - ha infatti presentato un certificato di abilitazione alla manutenzione di impianti ascensori o montacarichi che poi è risultato falso perchè mai rilasciato dalla prefettura competente.

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