Tor Bella Monaca e San Basilio, allacci abusivi di corrente elettrica in un alloggio su 4. "Vampiri" anche in centro

furto_energia_contatori_carabinieri
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di Emilio Orlando
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Mercoledì 16 Marzo 2022, 08:00 - Ultimo aggiornamento: 08:37

I dati sono lo specchio di un fenomeno che ha avuto un’impennata improvvisa: 20 denunce per furto di corrente e gas in sole 48 ore.
La scoperta fa riflettere: con i costi delle bollette energetiche ormai arrivati alle stelle, allacciarsi abusivamente alla distribuzione di corrente elettrica e gas è diventato sempre più ricorrente. Il fenomeno dei furti di energia, il cui trend nei mesi scorsi segnava già una crescita, ora rischia di esplodere.


IN PERIFERIA. Nei quartieri popolari, da nord e sud della Capitale dove disperazione, povertà e criminalità regnano sovrane, i dati più recenti dicono che il 25% degli alloggi ruba l’energia elettrica dall’alimentazione condominiale che illumina le scale. E, in alcuni casi, anche il gas. I controlli a campione delle forze dell’ordine raccontano la realtà. La settimana scorsa, nel solo quartiere di Tor Bella Monaca, su 64 contatori ispezionati, i carabinieri ne hanno scoperti 15 con allacci diretti alla rete di distribuzione. 


IN CENTRO. Quella dei furti di energia è una piaga che non riguarda soltanto le zone periferiche di Roma, ma si è allargata a macchia d’olio, proprio in coincidenza del caro bollette, anche nei rioni vicini al centro della Capitale: come nelle zone di San Giovanni, Balduina e Prati. Qui cambia la tipologia, i “furbetti” del contatore sono anche commercianti e imprenditori. Bar, ristoranti, lavanderie e tipografie le attività commerciali individuate durante i controlli delle forze di polizia e degli uffici sicurezza delle compagnie energetiche. In un caso, è stato scoperto anche una traccia scavata nell’asfalto nottetempo per attaccarsi ad una cabina di distribuzione pubblica. 


I METODI. I ladri di energia sono passati dal modus operandi della “zeppa” o della “lastra” con i risultati di esami ai raggi X (che veniva inserita nelle rotelle numerate dei misuratori meccanici, per taroccare i consumi riducendoli fino all’80%), ai magneti elettronici e alle riprogrammazioni che servono ad eludere le tariffazioni nei nuovi dispositivi digitali telecontrollati a distanza. 


I COMPLICI. Operai infedeli, tecnici ed elettricisti senza scrupoli che si prestano alle manomissioni facendosi pagare centinaia di euro per le modifiche illegali, per le quali l’utente “furbetto” trae vantaggio abbassando di gran lunga i suoi costi. 

LE PENE. Ma il rischio è alto, perché non si viene “solo” denunciati una volta scoperta la pratica fraudolenta: per il furto aggravato di energia elettrica, infatti, sono previste anche condanne fino a sei anni di carcere.

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