«Ero sola, con l'auto rotta di notte dopo il concerto Venditti-De Gregori: nessun aiuto e ho pagato 220 euro per un taxi»

La denuncia di Fabiana Grassi, segretaria d'azienda di Latina, che dopo una bella serata si è sentita abbandonata da una città come Roma

taxi_roma_concerto
taxi_roma_concerto
di Emilio Orlando
3 Minuti di Lettura
Lunedì 20 Giugno 2022, 07:49 - Ultimo aggiornamento: 1 Luglio, 19:05

«Sola, in piena notte, con l’auto in panne in zona Eur dopo il concerto di Venditti e De Gregori: volevo una stanza in hotel ma mi hanno respinta e ho dovuto pagare 220 euro - in contanti e in anticipo - al tassista che mi ha preso a bordo per portarmi fino a casa. A Latina». Potrebbero capitare a chiunque le ore vissute da Fabiana Grassi, 40 anni, segretaria d’azienda. Una vicenda grottesca, a tratti paradossale, che più di molte altre racconta uno spaccato della Capitale di cui non andare per nulla fieri. Che Roma è diventata quella che non aiuta una donna sola? 

L'assessora Lucarelli: «I protocolli non hanno funzionato, incontrerò Fabiana»

Fabiana ha cantato a squarciagola i brani dei due cantautori. Soddisfatta, sale in auto: ma un guasto impedisce il viaggio di ritorno. «Evito affittacamere o altro, mi rivolgo al Novotel vicino Euroma2: alla reception mi sono scusata per l’orario e poi ho chiesto una camera. Ero vestita come una ragazza che va ad un concerto: quindi in pantaloncini e maglietta e con solo uno zainetto. Sono stata guardata con indifferenza e mi è stato risposto che l’hotel era al completo, senza proporre un’alternativa oppure chiedermi se avessi bisogno di aiuto». 


Arriva un taxi con 6 turisti, è della cooperativa 3570: «Chiedo se fosse libero e se poteva portarmi fino a Latina. La risposta è stata: “Sai quanti km sono? E come paghi?”. Ho due carte di credito e il bancomat. “Non accetto carte”, la replica. Così il tassista - alle 2 di notte - ha preteso che andassi a prelevare 220 euro in contanti, da pagare prima della corsa. Niente tassametro, la tariffa era 110 euro all’andata e altrettanti per il ritorno». 
Fabiana mastica amaro: figlia di un tassista, conosce bene il bon ton di chi deve rendere un servizio pubblico: «Ho avuto la sensazione che il mio abbigliamento e l’orario abbiano contribuito nel farsi un’idea sbagliata. Ma può un receptionist negare aiuto a una donna in difficoltà, evitandole altri disagi? E il tassista può pretendere il pagamento anticipato della corsa? Se al mio posto ci fosse stata un’adolescente, nessuno l’avrebbe aiutata? No, così non va. Roma non è una... città aperta».

© RIPRODUZIONE RISERVATA