Roma, il Clivio di Rocca Savella ridotto come una savana: turisti accolti nel degrado

Lunedì 6 Settembre 2021 di Valentina Conti

L’erba alta inghiotte ogni angolo, i bordi del sentiero come una giungla, i resti dell’Antica Roma occultati.
I turisti seguono le guide alla scoperta della Grande Bellezza della Città Eterna, ma gli occhi tradiscono stupore e sconcerto. In centinaia, ogni giorno, si addentrano in quella specie di quasi foresta osservando stupefatti ogni dettaglio. Benvenuti al Clivo di Rocca Savella, centro storico. La via risalente all’epoca romana posta lungo la strada che da Piazza di Bocca della Verità conduce fino al Giardino degli Aranci, di cui Leggo si è spesso occupato, che da alcuni mesi ha letteralmente perso i connotati di luogo di interesse storico e archeologico. Assediata dal degrado e dalla mancanza di manutenzione del verde, non si riconosce davvero più.

 

Un biglietto da visita sdrucito per la Caput Mundi. «Veniamo da Bologna – raccontano due ragazzi – ci siamo informati dell’itinerario storico del colle Aventino. Ma qui si può passare?», domandano. Lampioni sgangherati, rifiuti e cartoni stesi in terra completano il quadro desolante. Due inglesi fotografano la sterpaglia, una comitiva è alla ricerca di cartelli con informazioni del luogo, chiedono se è una strada chiusa; un residente allarga le braccia indicandoci ciò che resta dell’illuminazione pubblica. Ci si perde nella vegetazione che straripa oltre i cancelli, dimenandosi tra vetri di bottiglia e odori nauseanti. Nonostante impegni e pianificazione sul fronte istituzionale torna a farsi sentire il rimpallo di competenze. 
«Così si mortifica la storia dell’Urbe - attacca Maria Beatrice Romani, imprenditrice capitolina e candidata della Lega al consiglio comunale, che lancia l’allarme su altre aree storiche che continuano a soffrire -. Farsi un giro a Villa Aldobrandini – dice - sull’estremità di un altro colle, quello del Quirinale, è un’amarezza infinita. Dai manufatti a rischio alle statue oltraggiate, passando per le scale trasformate in latrine coperte da cumuli di foglie arrivando ai tombini occlusi».

Ultimo aggiornamento: 7 Settembre, 14:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA