Roma, cinghiali rinchiusi in un parco giochi in attesa di esser anestetizzati e uccisi. Protesta di animalisti e veterinari: «Come potete farlo di fronte ai bambini?»

Venerdì 16 Ottobre 2020 di Nico Riva

«I bambini sono inorriditi da quello che sta succedendo. Gli hanno dato da mangiare poco fa» denuncia a Leggo Paola Samaritani, animalista dell'associazione Animal Save Italia. «Come veterinario sono addolorato. Quest'amministrazione prima ha preso i voti degli animalisti, e ora prende queste decisioni», ci racconta Federico Coccia al telefono.

 

Una protesta è in corso a Roma, dove una mansueta famiglia di cinghiali (una mamma e i suoi cinque cuccioli) è rinchiusa in un parco giochi per bambini da oltre 24 ore. Secondo quanto raccontato dai presenti, le amministrazioni comunale e regionale avrebbero di comune accordo preso la decisione di abbattere gli animali, scatenando le ire di almeno un centinaio di animalisti e residenti della zona, che sono scesi per strada con la speranza di impedire questa inutile morte.

 

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La famigliola di cinghiali, composta da mamma e cuccioli, si trova da ieri, giovedì 15 ottobre, al Giardino Mario Moderni in via della Cava Aurelia, zona Gregorio VII. «Sono corso subito appena ho saputo che il Comune e la Regione avevano deciso di narcotizzarli e portarli all'inceneritore perché non ci son i soldi per spostarli. Penso sia una cosa allucinante», spiega a Leggo il veterinario Federico Coccia. «Non si sa chi abbia chiuso i cinghiali all'interno del parco giochi. Non possono rimanere qui senza cibo. Hanno bisogno di mangiare», aggiunge il veterinario, mentre in sottofondo si sentono i cori dei presenti, che gridano «Libertà! Libertà!»

 

Almeno un centinaio di persone si sono radunate infatti per protestare intorno al Giardino recintato e presidiato da numerosi agenti della polizia. «Narcotizzare questi cinghiali sul posto per poi ucciderli. In un parco giochi per bambini. Bambini che gli hanno dato mezz'ora fa da mangiare e non capiscono come il Comune, la sindaca, abbiano potuto dare quest'ordine», ci spiega Paola Samaritani, con la voce spezzata dal dolore e dalla rabbia verso questa insensata crudeltà. 

 

«Abbiamo provato a instaurare un tavolo con le istituzioni questa mattina, per trovare una soluzione alternativa a quella dello sterminio. Avevamo trovato un posto dove poter mettere questi animali in sicurezza e permettere loro di vivere, ma come al solito abbiamo parlato contro un muro», denunciano su Facebook le attiviste dell'associazione Animal Save Italia. 

 

Ultimo aggiornamento: 22:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA