Roma, bambino autistico deriso dalle maestre in chat: il sottosegretario Sasso incontrerà la mamma

La donna non ha ancora deciso di far tornare il figlio a scuola, duro il commento del sottosegretario all'Istruzione: "Un quadro desolante, il sostegno dovrebbe essere una vocazione, non un ripiego"

Bambino autistico deriso dalle maestre in chat, il sottosegretario Sasso incontrerà la mamma
Bambino autistico deriso dalle maestre in chat, il sottosegretario Sasso incontrerà la mamma
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Giovedì 14 Aprile 2022, 11:49

Resta apertissimo il caso del bambino autistico di Roma che veniva deriso dalle sue maestre in alcune chat su WhatsApp. La mamma di Luca (nome di fantasia) non ha ancora deciso di far tornare il figlio a scuola e Rossano Sasso, sottosegretario all'Istruzione, ha annunciato che incontrerà personalmente la donna.

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Bambino autistico deriso in chat, Sasso: «Vogliamo accertare quanto accaduto»

«Ho già avuto con la mamma del bambino un intenso colloquio telefonico, durante il quale le ho manifestato la mia solidarietà e la vicinanza delle Istituzioni: la donna è ancora molto scossa da quanto accaduto e restìa a far tornare il bambino a scuola» - ha spiegato Rossano Sasso - «Tutto ciò è comprensibile ma Luca (nome di fantasia) ha bisogno di stare fra i suoi compagni di classe e ogni giorno senza didattica rischia di farlo regredire nel suo delicato percorso formativo. Ho altresì chiesto all'Ufficio scolastico regionale del Lazio di acquisire tutte le informazioni necessarie a capire la dinamica dei fatti e ad accertare eventuali responsabilità».

Bambino autistico deriso in chat, Sasso: «Quadro desolante e intollerabile»

«Il quadro emerso finora è sicuramente desolante sotto diversi profili e anche solo la violazione di norme deontologiche basterebbe a far scattare delle sanzioni. Le cronache, purtroppo, si stanno riempiendo di episodi simili: non possiamo e non dobbiamo restare a guardare. L'inclusione, la solidarietà e l'accoglienza vanno praticate nella quotidianità: non è tollerabile la presenza nei nostri istituti di insegnanti senza alcuna attitudine per svolgere una professione tanto delicata» - ha aggiunto il sottosegretario all'Istruzione - «Evidentemente va rivisto qualcosa nei meccanismi di valutazione e selezione di chi aspira a ricoprire il ruolo di docente di inclusione e sostegno e non solo. C'è bisogno di persone realmente motivate che intraprendano questa strada per vocazione e non come ripiego. Lo dobbiamo ai nostri ragazzi e ai loro genitori e agli stessi docenti».

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