Roma, l'allarme dei medici di famiglia: "Influenza in arrivo, ma il vaccino non c'è ancora. Si rischia il caos con i positivi al Covid"

Giovedì 12 Novembre 2020 di Mario Fabbroni
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L’influenza fa paura, perché rischia di sovrapporsi ai pazienti contagiati dal Covid creando il panico. Non è la prima volta che i medici di famiglia romani suonano l’allarme ma stavolta si tratta di un appello davvero accorato. «Finora è come se i virus influenzali si fossero accomodati in panchina - dicono - lasciando la scena solo al coronavirus, però tra poco la situazione non resterà la stessa. E, se non buona parte della popolazione a rischio, non sarà stata vaccinata, sarà davvero impossibile far fronte ai malati di influenza e a quelli che si contagiano con il Covid». 


I NUMERI. Nel Lazio sono state effettuate, fino al 9 novembre, 777 mila vaccinazioni; 713 mila da parte dei medici di medicina generale, 33 mila da parte dei pediatri di libera scelta e 31 mila nei centri vaccinali delle Asl della Regione Lazio. «Ma ci sono ancora problemi nella distribuzione, occorre quindi velocizzare - sottolinea Pierluigi Bartoletti, segretario capitolino della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) - Ad esempio, ci sono difficoltà nell’Asl Roma 1». 


CLIMA FAVOREVOLE. Bartoletti, che è anche responsabile delle Uscar del Lazio (ovvero i team di medici e infermieri che operano nei drive-in e sul territorio per la somministrazione dei tamponi rapidi, allarga le braccia e alza gli occhi al cielo: «Una mano ce la sta dando anche il bel tempo, l’aria non è fredda e non c’è pioggia che sono condizioni più favorevoli alla diffusioni dei virus influenzali». Già, ma quanto può la clemenza del meteo? 


TAMPONI RAPIDI. Tra pochi giorni, grazie all’accordo integrativo sottoscritto tra la Regione Lazio e la Medicina generale (che recepisce l’accordo nazionale per effettuare i tamponi rapidi antigenici), arriveranno 200 mila test antigenici rapidi ai medici di medicina generale. Inoltre, dalla prossima settimana, in alcune farmacie del Lazio sarà possibile eseguire i test sierologici e i tamponi antigenici rapidi con oneri a carico del cittadino e tariffe calmierate. 
I CASI DI IERI. «Se entro due settimane non si abbasserà la curva, anche il Lazio finirà in zona rossa - il monito dell’assessore regionale alla Salute, Alessio D’Amato -. Solo un folle potrebbe ipotizzare feste con assembramenti a Capodanno». Ieri è stato superato il triste primato dei 1550 morti da inizio pandemia, 2.479 i nuovi casi. 

Ultimo aggiornamento: 09:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA