Metro Lepanto, il 15enne ha rischiato di morire per un cappellino da rapper. Dalle periferie a Prati solo per bivaccare

accoltellato_15enne_prati
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di Emilio Orlando
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Mercoledì 15 Giugno 2022, 08:00 - Ultimo aggiornamento: 08:33

Tutto per un cappellino. La lite tra 15enni davanti alla metro Lepanto, che stava per trasformarsi in un omicidio, è iniziata per un “conteso” cappello con visiera da rapper. I due minorenni si sono rincorsi e, dopo che uno dei due gli aveva sfilato il cappellino, l’altro lo ha rincorso con un coltello ferendolo quasi a morte. La crudeltà con la quale è stato sferrato il fendente è testimoniata dalla pozza di sangue rimasta sull’asfalto a pochi metri dalle scale della metropolitana. Sono stati momenti terrificanti, all’angolo con viale Giulio Cesare. 


I TESTIMONI. Il “regolamento di conti” è avvenuto sotto gli occhi di decine di persone, tra cui pendolari e turisti che entravano e uscivano dal metrò a pochi passi dalle caserme e dal tribunale civile. La vittima dell’accoltellamento, un ragazzo capoverdiano di 15 anni, ricoverato in gravi condizioni al Bambino Gesù ma non in pericolo di vita. 


L’ACCOLTELLATORE Le famiglia di appartenenza di entrambi si conoscono e si frequentano. Incensurato, coetaneo della vittima, anche lui capoverdiano di seconda generazione, residente con la madre a via dell’Archeologia a Tor Bella Monaca. Ha abbandonato la scuola da qualche anno e vive imitando i cantanti della musica rap e trapper, che girano con il coltello in tasca e il tirapugni. Ecco il profilo del giovane che gli investigatori della squadra mobile e del commissariato Prati hanno fermato poche ore dopo il fatto. Il ragazzo si è disfatto del coltello subito dopo il ferimento ed è scappato con la metropolitana fino alla stazione Tiburtina dove poi ha preso un autobus per rifugiarsi a casa della madre, separata dal padre. 


IL FERITO Nato in Italia ma originario delle Isole di Capo Verde, come il suo aggressore. Il giovane è residente su via Cassia, nella zona di Due Ponti, dove vive con la famiglia. Incensurato, frequenta la stessa comitiva che “bivacca” fino a tarda ora lungo viale Giulio Cesare.

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