Omicidio Luca Sacchi: 27 anni a Del Grosso, 25 ai due complici. Tre ad Anastasiya per compravendita di droga

La mamma di Luca: "Mio figlio non c'è più solo perché voleva aiutare Anastasiya. L'ergastolo è a noi"

Anastasiya dopo la sentenza
Anastasiya dopo la sentenza
di Emilio Orlando
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Martedì 29 Marzo 2022, 21:03 - Ultimo aggiornamento: 30 Marzo, 09:08

A trenta mesi dall’efferato omicidio di Luca Sacchi, ucciso alla Caffarella la sera del 23 ottobre del 2019, la sentenza è arrivata dopo dieci ore di camera di consiglio. Quattro le condanne emesse dalla prima Corte d’ Assise del Tribunale di Roma; 27 anni inflitti a Valerio Del Grosso (l’esecutore materiale del delitto), 25 a Paolo Pirino e Marcello De Propris (considerato colui che fornì l’arma all’assassino), mentre a tre anni (per spaccio di droga) è stata condannata Anastasiya Kylemnyk, allora fidanzata della vittima. I giudici hanno invece assolto Armando De Propris che era accusato di aver detenuto la pistola. Per l’omicidio del personal trainer, il pubblico ministero Giulia Giuccione aveva chiesto l’ergastolo per Valerio Del Grosso ed una condanna a 30 per Paolo Pirino e per Marcello De Propris.

 

 

Roma, omicidio di Luca Sacchi: il pm chiede 4 anni per Anastasiya, 30 per Pirino e De Propris ed ergastolo per Del Grosso

Dalle indagini, quella che inizialmente sembrava una rapina casuale, emerse che degenerò in omicidio nell’ambito di una trattativa tra Princi, amico di Sacchi già condannato a quattro anni e quattro mesi per narcotraffico, e un gruppo di spacciatori di San Basilio. Secondo l’accusa fu proprio Princi a mettere nello zainetto di Anastasiya i settantamila euro per comprare la droga. «Ci riteniamo soddisfatti, non c’è stato l’ergastolo ma 27 anni sono tanti. È stata fatta giustizia. Di Anastasiya non so più che dire, da lei mai una parola. In aula con noi si è scusato solo Armando De Propris, lei no», è stato il commento di Alfonso, il papà di Luca dopo la lettura del verdetto. «Luca è morto per aiutare Anastasiya. L’ergastolo” è stato dato a noi», sono state le parole di Tina Galati, la mamma della vittima. Soddisfatti gli avvocati di parte civile Armida Decima e Paolo Salice. I giudici infatti, hanno stabilito risarcimenti provvisori per un milione duecento mila euro. «Aspettiamo le motivazioni della sentenza per valutare i passi successivi», è stato invece il commento dell’avvocato Giuseppe Cincioni, difensore di Anastasiya. 

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