Omicidio Sacchi, lunedì 18 maggio riparte il processo. Il padre Alfonso: «Voglio incontrare lo sguardo di Anastasya»

Sabato 16 Maggio 2020 di Emilio Orlando
Luca Sacchi

«Voglio incontrare lo sguardo di Anastasya. Lei e Giovanni Princi dicano la verità!». Sono le parole di Alfonso Sacchi il padre della giovane vittima la cui vita è stata stroncata davanti al “Jhon Cabot Pub” alla Caffarella. Uno spiraglio per il desiderio di giustizia per i genitori di Luca Sacchi si riprirà lunedì prossimo, quando il processo per l'assassino del personal trainer di 24 anni vedrà finalmente alla sbarra i suoi assassini. I familiari, che si sono costituiti parte civile siederanno a fianco degli avvocati Armida Decina e Paolo Salice. Dopo il blocco delle udienze dovuto all'emergenza Covid-19, che ha fatto si che migliaia di processi in tutta Italia venissero rinviati, lunedì nel tribunale di piazzale Clodio, nella aule della corte d'Assise riprenderà il processo. In aula ci saranno Valerio del Grosso e Paolo Pirino il primo esecutore materiale del delitto mentre il secondo è accusato di concorso il omicidio. La tragedia avvenne la sera del 23 ottobre scorso quando Luca Sacchi,  venne colpito con un proiettile alla testa nel quartiere Appio Latino.

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Una chat segreta, dove Luca Sacchi e la fidanzata Anastasiya Kylemnyk discutevano già con toni aspri venti giorni prima dell'omicidio.

La fidanzata Anastasiya Kylemnik, baby sitter di 25 anni, raccontò che l’aggressione è avvenne al culmine di una rapina: due balordi, secondo il suo racconto rivelatosi poi falso, li avvicinarono per rubarle lo zaino dopo averla colpita con una mazza in testa la giovane e che Luca, nel tentativo di difenderla, venne colpito a morte. Poche ore dopo il ragazzo morì in ospedale e la storia, man mano, si trasformò da una rapina casuale a una compravendita di droga finita nel sangue. Pochi giorni dopo il delitto Sacchi, Valerio Del Grosso (colui che ha sparato) e il suo complice Paolo Pirino, 21enni di San Basilio, vennnero arrestati, dopo un'indagine lampo dei carabinieri coordinati dal sotituto procuratore Nadia Plastina. Le indagini si allargarono allo spaccio di droga e gli inquirenti indagarono Anastasiya, ritenuta la cassiera del gruppo, e la sottoposero all’obbligo di firma. Giovanni Princi, l’ex compagno di scuola di Sacchi ritenuto il tramite con i pusher di San Basilio, finì in cella, insieme a Marcello de Propris, considerato il fornitore, colui che doveva fornire 15 kg di droga al prezzo di 70mila euro.

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Tanto era contenuto nello zaino di Anastasiya, che i pusher quella sera, dopo aver visto il goloso bottino, decisero di rapinare senza fornire la droga. Tra i rinviati a giudizio immediato ci saranno anche la fidanzata di Sacchi, Anastasya Klemnik e l’amico Giovanni Princi accusati di traffico di sostanze stupefacenti. Per lo stesso reato, sono imputati anche Marcello De Propris, quale fornitore della droga, Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, in qualità di intermediari. Ai tre viene anche contestato anche il reato di rapina aggravata e detenzione illegale d’arma da fuoco. Un reato contestato anche ad Armando De Propris, padre di Marcello e reale proprietario dell’arma dell’omicidio.

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