Omicidio Colleferro, i fratelli Bianchi: «In carcere vogliono ucciderci. Un chiodo nel dentifricio, sputi, insulti, minacce e botte»

Sabato 18 Settembre 2021
Omicidio Colleferro, la vita in carcere dei fratelli Bianchi è dura

Dopo l'omicidio di Colleferro, la vita in carcere dei fratelli Bianchi non è affatto semplice. Un chiodo nel dentifricio, sputi nella pasta, insulti e minacce. Per i fratelli Marco e Gabriele Bianchi e per Mario Pincarelli, imputati per l’omicidio del 21enne di origine capoverdiana, Willy Monteiro Duarte, ucciso nella notte tra il 5 e il 6 settembre dell’anno scorso, a Colleferro, la vita in carcere è dura.

 

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«Ci sputano nel piatto, ci chiamano infami. Una volta mi hanno messo un chiodo dentro il dentifricio. Ci stanno i bravi e ci stanno quelli non bravi, le mer*e». Sono queste le parole, riportate da La Repubblica, che Marco Bianchi ha detto al fratello durante un colloquio in carcere, intercettato dai carabinieri.

 

I tre ragazzi, accusati della morte di Willy Monteiro che si trovano in carcere dal giorno dell'omicidio, non starebbero affrontando un bel periodo in carcere. Gli altri detenuti, secondo quanto detto da Marco Bianchi al fratello, hanno preso di mira i tre ragazzi accusati di aver ucciso Willy, colpevole di aver cercato di difendere un amico in difficoltà.

 

Insulti, minacce, screzi e anche botte. Il terzo ragazzo, Mario Pincarelli, sarebbe quello che se la sta passando peggio. Al padre, durante un colloquio, ha dichiarato: «Che c*zzo mi frega a me, che mi picchiano». Il ragazzo ha raccontato al padre che alcuni gli avrebbero urlato anche di impiccarsi e che lui avrebbe seriamente pensato di farlo. Nei colloqui è stato trattato anche la reazione social e gli insulti che sono piovuti nei profili dei ragazzi. Migliaia di commenti alle loro foto, insulti e minacce di morte, mentre sarebbero 6 milioni i messaggi arrivati solo a Gabriele Bianchi sul suo profilo: «figlio di put**na, tutte le peggio cose»

 

Il processo continua, nelle scorse udienze sono stati ascoltati i numerosi testimoni della serata che hanno assistito al massacro e che hanno individuato nel gruppo di Artena gli autori del pestaggio che ha portato alla morte del 21enne. 

 

 

 

 

 

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