Morto Francesco Ferace, generale dei Carabinieri: a Ostia contribuì a smascherare la corruzione prima di Tangentopoli

Aveva 62 anni, addio a un servitore dello Stato. Si è spento nella sua casa di Napoli

Il generale Francesco Ferace con la Regina Elisabetta
Il generale Francesco Ferace con la Regina Elisabetta
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Mercoledì 15 Giugno 2022, 12:29 - Ultimo aggiornamento: 17 Giugno, 17:57

È morto Francesco Ferace. Un grande carabiniere. Un vero uomo dello Stato. Il generale di brigata Ferace si è spento nel sonno nella sua casa di Napoli all'età di 62 anni. 

Una carriera, la sua, da incorniciare. Uscito dalla scuola militare della Nunziatella era stato spedito a farsi le ossa in Calabria. Poi venne chiamato a guidare la compagnia dei carabinieri di Ostia che tra la fine degli anni 80 e l'inizio degli anni 90 era una vera trincea di periferia. E lui qui subito si distinse mettendo a segno operazioni di rilievo grazie alla sue onestà e un forte capacità investigativa.

Sapeva ascoltare le vittime. Sapeva parlare e convincere i criminali. E per lui non c'erano orari, giorni di festa, vacanze. Memorabili le sue sfide investigative con Niccolò D'Angelo, ex vicecapo della Polizia ma allora dirigente del commissariato di Ostia. Così come indimenticabili, per molti moltissimi cronisti della Capitale, le sue conferenze stampa e i suoi bracci di ferro con i giornali.

 Fu lui, ben prima della Tangentopoli che sconquassò la Prima Repubblica, ad avviare una vasta operazione tra Ostia e Roma per mettere fine ad un sistema di corruzione dilagante all'interno della pubblica amministrazione. E lo fece utilizzando metodi nuovi, innovativi.

 

Come è perfettamente raccontato nel libro "Il caso Ostia" scritto dal giornalista Alessandro Fulloni (oggi al Corriere della Sera) Ferace aprì un telefono a disposizione dei commercianti che, grazie alla tutela dell'anonimato, potevano denunciare le vessazione che subivano dai dirigenti comunali e politici. Fu uno dei primi ad utilizzare le telecamere nascoste per filmare i movimenti dei sospettati. Fu lui ad arrestare nel centro di Roma un assessore provinciale che aveva appena intascato una mazzetta che aveva nascosto nelle mutande.

Non solo lotta alla corruzione ma guerra aperta ai narcotrafficanti che sul litorale romano, complice la vicinanza dell'aeroporto di Fiumicino e del mare, provavano a fare affari d'oro. Ma Ferace non dimenticava gli ultimi, i poveri, le piccole storie quotidiane in cui, come un buon padre di famiglia, provava a dare il suo aiuto. Un punto di riferimento per la comunità ovunque abbia lavorato.

Ferace era intelligenza, velocità di azione, intuito, preparazione. Era un uomo che faceva squadra e chiunque condivideva i suoi valori gli è rimasto legato. Ferace, sposato con l'avvocato Maria Laura e padre di due figli Giuseppe e Stefano, ha forse pagato il suo attivismo, la sua voglia di legalità in un'Italia che probabilmente non voleva essere migliore.  Ma lui non si è mai abbattuto e ha sempre continuato ad affrontare i nuovi incarichi con entusiasmo, passione e senso del dovere. Sapeva assumersi le responsabilità, anche quando queste non erano convenienti. Non si tirava indietro. 

Tornò a guidare il il comando provinciale a Cosenza, in Calabria. Poi a Roma per guidare il repartodei Carabinieri a Cavallo (sua grande passione) a Tor di Quinto. Ma poi anche la gestione dei collaboratori di giustizia e nucleo di falsificazione monetaria.

La sua onestà di uomo e servitore dello Stato era un marchio indelebile. E così anche dopo essere andato in pensione venne chiamato dal commissario straordinario di Castellamare di Stabia (Comune commissariato per mafia) come consulente per la gestione dei fondi del Pnrr. Oggi l'Italia perde un grande carabiniere, un vero servitore dello Stato. Un grande uomo.

 I funerali si terranno domani, giovedì 16 giugno, proprio a Napoli, alle 16 nella Chiesa di Piedigrotta.

Francesco Ferace era insignito delle seguenti onorificenze:


-Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana;
-Medaglia Mauriziana al Merito di Dieci Lustri di Carriera Militare;
-Medaglia Militare d’Oro al Merito di Lungo Comando;
-Croce d’Oro per Anzianità di Servizio Militare;
-Grande Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro;
-Cavaliere di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di S. Giorgio;
-Commendatore dell’Ordine Patriarcale della Santa Croce di Gerusalemme;
-Croce con Spade al Merito Melitense.

 

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