Mafia Capitale, la Cassazione: Venafro assolto «per non aver commesso il fatto»

Martedì 22 Settembre 2020
Mondo di Mezzo, la Cassazione: Venafro assolto ​«per non aver commesso il fatto»
La Corte di Cassazione ha assolto l'ex capo di Gabinetto della Regione Lazio Maurizio Venafro, accusato di turbativa d’asta e condannato a maggio 2019 in secondo grado a un anno con pena sospesa nell'ambito di uno dei filoni del processo Mafia Capitale. I giudici di Piazza Cavour hanno disposto inoltre un nuovo processo per Mario Monge, dirigente della cooperativa Sol.Co., condannato a un anno e 4 mesi. L’ex braccio destro di Nicola Zingaretti era stato già assolto in primo grado con formula piena. I fatti contestati si riferivano all'affidamento della gara d'appalto per l'assegnazione del servizio Cup della Regione Lazio nel 2014.

Anche per Monge - che come Venafro ha fatto ricorso ai supremi giudici contro il verdetto d'appello del maggio 2019 - l'accusa è di turbativa d'asta. La vicenda è legata all'affidamento della gara d'appalto per l'assegnazione del servizio Cup della Regione Lazio nel 2014, la procura ipotizzava un sistema di spartizione tra le cooperative in base all'area di riferimento politica.

«La Procura di Roma ancora una volta viene smentita. Venafro è stato perseguito ingiustamente». Lo affermano gli avvocati Maurizio Frasacco e Gianpiero Mendala, difensori dell'ex capo di Gabinetto della Regione Lazio Maurizio Venafro, assolto dalla Cassazione nell'ambito del processo per turbativa d'asta in relazione all'affidamento della gara d'appalto per l'assegnazione del servizio Cup della Regione Lazio nel 2014.  Ultimo aggiornamento: 22:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA