Maltempo, Roma allagata: l'assessora Meleo se la prende con le previsioni meteo. «Tombini e caditoie erano puliti»

Mercoledì 9 Giugno 2021
Maltempo, Roma allagata: l'assessora Meleo se la prende con le previsioni meteo. «Tombini e caditoie erano puliti»

Il violento nubifragio di ieri ha messo in mostra tutte le fragilità e le criticità di Roma. In diverse zone della Capitale ci sono stati notevoli disagi, ma la situazione più drammatica si è vissuta nella zona Nord, intorno a Ponte Milvio e corso Francia. La giunta Raggi, finita nell'occhio del ciclone, si difende con le parole di Linda Meleo.

 

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L'assessora alle Infrastrutture di Roma, all'AdnKronos, difende l'operato della giunta: «Tombini e caditoie erano puliti, ma di fronte a fenomeni così intensi, il problema non è quello. Noi facciamo controlli ordinari su tutta la città e proprio in quella zona erano stati fatti di recente, non risultavano problematiche. Anche stamattina i tecnici del Dipartimento e delle imprese preposte hanno fatto delle verifiche sulle caditoie di corso Francia: solo una aveva un accumulo, tutte le altre erano libere. Il deflusso dell'acqua è avvenuto in tempi rapidi».

 

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Linda Meleo addossa le colpe dell'accaduto all'autorità meteorologica della Regione: «Le previsioni meteo non sono state attendibili sull'intensità dell'evento. C'era un'allerta gialla, con una previsione di 20 millimetri d'acqua. La perturbazione più consistente, tra l'altro, era prevista a Roma Sud e a Tor di Quinto c'è stata una bomba d'acqua, con oltre 80 millimetri».

 

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Secondo l'assessora, quanto accaduto ieri a Roma non è imputabile in alcun modo all'attuale Giunta. «Le infrastrutture e la rete fognaria risalgono a 50 anni fa, alcune anche a 100. Rispondevano ad una connotazione urbanistica dell'epoca e non erano strutturate per far fronte a eventi estremi come quelli di oggi, causati dai cambiamenti climatici. A questo proposito stiamo lavorando ad un gruppo di lavoro di esperti per mettere punto una road map sull'adattamento delle infrastrutture al cambiamento climatico, si tratta naturalmente di un piano a medio-lungo termine» - spiega ancora Linda Meleo - «Ricordo solo che l'ultimo piano straordinario dei collettori fognari risale al 1980, è ora di tornare a lavorarci in maniera più diffusa. In questi anni abbiamo fatto alcuni lavori, cito quelli alla Farnesina e a Fosso di Campomorto, insomma abbiamo iniziato a lavorare ma sono lavori lunghi e complessi».

Ultimo aggiornamento: 20:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA