L'ascensore è rotto, disabile non può votare: «Cambi seggio». L'odissea di Riky alle urne

Venerdì 8 Ottobre 2021 di Elena Gianturco
Riccardo al seggio con la madre

«L’ascensore è rotto, vada in un seggio dove si vota al piano terra». Inizia così l’odissea di Riccardo Massimini detto Riky, romano 24 anni il prossimo lunedì, malato di leucemia da quando aveva 7 anni, con due trapianti di midollo alle spalle e una setticemia che nel 2010 lo lascia senza braccia e gambe. Domenica scorsa Riky esce di casa zona Boccea Torrevecchia pieno di entusiasmo, felice di poter votare. Ha studiato i programmi, seguito i confronti dei candidati ed è finalmente pronto a entrare nella sezione 2292 di via Cornelia a Boccea per le elezioni comunali.

 

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Arrivato al seggio accompagnato dalla madre Anna Maria Masina scopre però che l’ascensore è rotto e si vota al secondo piano. Iniziano i colloqui e le spiegazioni «anche se c’è poco da spiegare viste le condizioni di Riky» commenta la madre. Trenta minuti di attesa e arriva il verdetto: per votare Riccardo deve andare altrove, in un plesso dove è possibile anche al piano terra. Nessuna motivazione sul perché le schede non vengano portate all'elettore. Inutili anche i tentativi della mamma che spiega «Siamo a piedi, non possiamo fare tre chilometri fino all’altra scuola», del problema dovrà farsi carico la famiglia. E così è. Anna Maria furiosa per l’umiliazione subita dal figlio, torna a casa, scrive di getto un post su Facebook e poi corre dai carabinieri per sporgere denuncia. Gli amici intanto, informati via social, si precipitano a protestare. Da lì a poco intervengono i tecnici che riparano l’ascensore. Il ragazzo e la mamma ripartono quindi per il seggio, affrontando nuovamente un percorso ad ostacoli, tra buche e scivoli bloccati dalle auto. E finalmente Riccardo riesce a votare.

 

«Ormai sono abituata a queste situazioni - spiega Anna Maria -, ma continuo a lottare per mio figlio tutti i giorni. Nel seggio poi conoscono bene la sua situazione, ha già votato quattro volte. Alle Comunali del 2016 ho dovuto fisicamente votare al posto suo. La cabina era attaccata al muro, ed era impossibile entrare con la carrozzina perché sopra c’erano i fili della luce e perciò inamovibile. Questa volta però la cosa peggiore è stata l’umiliazione che Riky ha dovuto subire».

Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre, 08:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA